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Pensioni: no ufficiale, non ammesso e bocciato referendum abolizione Legge Fornero Lega. oggi, è ufficiale. Le motivazioni

E' un no, una secca bocciatura da parte della Consulta il referendum sulle pensioni e l'abolizione dell'attuale Legge Fornero




AGGIORNAMENTO: E' arrivato oggi 20 Gennaio 2015, il tanto atteso verdetto della Consulta, Corte Costituzionale sul referendum della Lega sull'abolizione della Legga Fornero. La decisione ufficiale è stata la non ammissibilità. Molto importante sarà conoscere le motivazioni che al momento, come prassi, non sono state rese note, ma verranno rese pubbliche entro i  termini di Legge.

Cambiare la riforma pensioni Fornero sembra essere l’obiettivo prioritario di molti, ma non di tutti, giacchè c’è chi, come la Lega di Matteo Salvini, punta ad una totale cancellazione delle regole pensionistiche oggi in vigore, e domani, martedì 20 gennaio, dovrebbe finalmente arrivare il verdetto della Corte Costituzionale sull’ammissibilità di voto per il referendum abrogativo promosso proprio dalla Lega. Ci si chiede, dunque, quali novità aspettarci e cosa potrebbe accadere domani.

Se il parere della Consulta fosse positivo, chiamando, dunque, gli italiani al voto la prossima settimana, il governo potrebbe fare ricorso spiegando che sta studiano già delle modifiche e chiederà tre mesi di tempo alla Cassazione per attuarle, ma potrebbe anche fare ricorso alla Corte Costituzionale Europea

Ma se la Consulta non accettasse, la prossima primavera si andrebbe certamente al voto e se il popolo italiana deciderà di abolire la riforma pensioni attuale, tornerebbero, come auspicato da Salvini, in vigore le vecchie norme previdenziali.

Se, invece, il parere della Corte Costituzionale fosse negativo, rimarrebbero in vigore le attuali norme per l’uscita dal lavoro, a fare ricorso potrebbe essere la Lega, sostenuta da quanti appoggiano il referendum, ma nel frattempo il governo si impegnerà per realizzare quelle modifiche tanto richieste.

A partire dalla realizzazione di uno dei sistemi di uscita anticipata, tra prestito pensionistico, uscita a quota 100 o a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o sistema contributivo per tutti, che permetterebbero di iniziare a risolvere, probabilmente, anche i problemi di disoccupazione nel nostro Paese, permettendo prepensionamenti a fronte di penalizzazioni per i lavoratori più anziani e nuove possibilità di lavoro per i più giovani che andrebbero ad occupare i posti di lavoro lasciati liberi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il