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Pensioni uomini e donne Governo Renzi: riforma, novità referendum Lega. No ufficiale non approvato Abolizione Legge Fornero

Quale sarà la decisione della Consulta sul referendum della Lega per l’abolizione della riforma pensioni Fornero? Le novità alla vigilia del voto




AGGIORNAMENTO: La consulta, la corte Costituzionale ha deciso che non vi sarà la riforma delle pensioni e nessuna altre novità sulle pensioni almeno attraverso al via del referendum. Infatti, il referendum delle Lega proposto per l'abolizione della Legge Fornero è stato dichiarato non ammissibile e bocciato ufficialmente.
Molto importante sarà capire le motivazioni che saranno pubblicate entro i termini di legge.

La Corte Costituzionale domani, martedì 20 gennaio, si esprimerà sulla legittimità del referendum proposto dalla Lega per abolire la riforma pensioni Fornero e dopo il primo sì dalla Cassazione, se anche il parere della Consulta fosse positivo, la prossima primavera gli italiani dovranno esprimere il proprio voto e decidere se mantenere in vigore le norme pensionistiche attuali oppure cancellarle. Ad oggi non si possono fare previsioni certe sull’esito del verdetto, considerando posizioni e pareri decisamente contrastanti in merito da parte di forze politiche ma anche sociali. Senza considerare che è stata la stessa Ue a ritenere che la riforma pensioni Fornero debba rimanere così com’è.

E gli unici interventi auspicati sono quelli di tagli alle pensioni, vista l’alta spesa pensionistica dell’Italia. C’è chi sostiene il referendum, dalla Lega tutta a Sel, IdV, Cisl, ritenendo che la legge Fornero sia stata un grandissimo errore cui i governi non hanno saputo rimediare per cui la soluzione migliore sarebbe abolirla e tornare alle vecchie norme pensionistiche che non solo permetterebbero di andare in pensione prima rispetto agli attuali 66 anni richiesti, ma anche di chiudere una volta per tutte le questioni esodati e quota 96 della scuola.

Ma c’è anche chi pensa sia meglio cambiare l’attuale legge Fornero con interventi che modificherebbero la riforma lasciando però in piedi quell’impianto che oggi è in grado di garantire allo Stato ben 80 miliardi di euro di risparmi.

E le modifiche allo studio si orientano sempre verso una maggiore flessibilità in uscita, e tra i piani finora discussi sembra che i più realizzabili sono quelli di pensione anticipata con prestito pensionistico o quota 100, ma anche per rendere il sistema previdenziale più equo, grazie ad una redistribuzione delle risorse.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il