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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità, cosa può accadere bocciatura referendum Lega.Prospettive, scenari

C'è molta incertezza sulla decisione della Corte Costituzionale sull'ammissibilità del referendum per la cancellazione della legge Fornero.




AGGIORNAMENTO: Cosa può accadere ora che il referendum della Lega è stato bocciato? Vi sono diverse ipotesi che abbiamo tracciato in questo articolo al seguente link diretto

Quella di domani martedì 20 gennaio 2015 è una giornata campale per la riforma pensioni Renzi. La Corte Costituzionale è infatti chiamata a decidere se ammettere o meno il referendum per l'abolizione della legge Fornero. I dubbi sulla pronuncia sono tanti, ma il governo si dice sicuro dell'accensione del semaforo rosso da parte della Consulta. A detta dell'esecutivo la riforma che porta il nome dell'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero rientra, pur se non direttamente, fra quelle di bilancio e dunque non può essere sottoposta alla volontà popolare. Di certo, la posta in palio è molto alta e in ballo c'è l'intero sistema del welfare italiano.

Attualmente la pensione di vecchiaia presuppone il raggiungimento di una determinata età anagrafica: è necessario anche aver maturato almeno 20 anni di contributi. Per chi ha iniziato a lavorare dal primo gennaio 1996 occorre ottenere una pensioni pari ad almeno 1,5 volte l'assegno sociale. La pensione di anzianità si ottiene al raggiungimento dell'anzianità contributiva a prescidere dall'età anagrafica. Sono state abolite le penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni con 42 anni e 1 mese di contributi (nel caso degli uomini) o 41 anni e 1 mese (se donne)

Ed è poi aperta la partita degli statali. A febbraio si discuterà in Parlamento il disegno di legge che dovrà completare la riforma della Pubblica amministrazione approvata ad agosto. Il premier Matteo Renzi sintetizza con poche parole la strada da seguire: "Meno sprechi, tempi certi e stop ai furbastri" che danneggiano chi nel pubblico lavora sodo. Tuttavia al primo posto dell'agenda politica di Marianna Madia, ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, c'è la questione dell'applicazione agli statali delle norme sul licenziamento contenute nel Jobs Act.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il