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Partita Iva minimi 2015 nuovo regime: cambiamenti regole requisiti, tassazioni, contributi INPS studiati da Governo Renzi

Le polemiche innescate dal nuovo regime dei minimi sembrano aver indotto il governo a tornare sui suoi passi




Il nuovo regime dei minimi riguardanti le partite Iva sembra destinato a lasciare dietro di sé una lunga scia di polemiche, tanto da aver costretto lo stesso Premier, Matteo Renzi, ad affermare che si tratta probabilmente del peggiore autogoal messo a segno dal suo governo sinora. Un giudizio condiviso dal Ministro del Lavoro Poletti, anche perché il trattamento riservato al settore stride enormemente nei confronti dei lavoratori dipendenti che hanno ricevuto il bonus di 80 euro. Troppo svantaggioso quanto disposto dalla Legge di Stabilità 2015 per non spingere i diretti interessati a minacciare clamorose azioni di protesta, se solo si pensa che le tasse sono triplicate dal 5 al 15%, viene stabilita la soglia per rimanere all'interno dei minimi a quota 15mila euro e vengono ulteriormente alzati i contributi previdenziali. L'unico spiraglio di luce per il settore, rimane quindi il possibile abbattimento di un terzo del reddito forfettario nel corso del primo triennio di attività. Il risultato finale di tutto ciò, porterebbe ad un inasprimento della tassazione che solo nella fascia di reddito sino a 15mila euro, comporterebbe l'esborso di settecento euro in più all'anno.

In attesa che il governo cerchi di rimediare a misure che suonano inique soprattutto in un momento in cui la ridefinizione degli assetti lavorativi spinge molti giovani a diventare imprenditori di sé stessi, va registrato il vero e proprio boom fatto registrare dalle partite Iva tese all'adesione al vecchio regime dei minimi. Una decisione motivata dal fatto che il nuovo regime entrerà in vigore solo dopo il primo giorno del nuovo anno. Sono state ben 38mila nel solo mese di novembre, quando già cominciavano a circolare voci preoccupanti sul trattamento che l'esecutivo stava riservando ad una categoria che è ormai uno dei simboli delle storture del mercato del lavoro in Italia. Una situazione esplosiva, che potrebbe spingere al trasferimento di molti freelance verso le casse professionali e alla chiusura di molte partite Iva.

Se Renzi ha già dichiarato che è intenzione del suo governo rimediare con un provvedimento ad hoc, resta ora da capire in quale direzione potrebbe dispiegarsi l'azione dell'esecutivo. E' stato Enrico Zanetti, il sottosegretario all'Economia, ad affermare che le partite Iva aderenti al regime dei minimi potrebbero scampare all'aumento dei contributi previdenziali, con un ritorno alla vecchia tassazione del 27%, contro il 33 che verrebbe invece toccato nel 2018. Anche il forfait dei ricavi, potrebbe essere ritoccato verso l'alto, a quota 30mila euro, mentre la nuova aliquota fiscale potrebbe essere alleggerita, portandola ad un livello tale da posizionarla tra il 10 e il 15%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il