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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100, Mini Pensione, contributivo interventi negativi Boeri e Poletti

Quali saranno le possibilità di intervento sulla riforma pensioni attuale il prossimo anno? Quali le ipotesi di uscita anticipata? Posizioni e situazione




Dopo la bocciatura del referendm abrogativo promosso dalla Lega per la riforma pensioni Fornero, le novità e ultime notizie suggeriscono che è arrivato il momento di modificare le pensioni verso una maggiore flessibilità e uscita anticipata con prestito pensionistico, quota 100, sistema contributivo per tutti, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o al contrario incentivi, se si esce prima dal lavoro rispetto all’età dei 66 anni oggi richiesti per il pensionamento, per rendere la legge Fornero più ‘morbida’.

Ad auspicare interventi di questo tipo era già stato l'ex commissario Inps Treu, secondo cui le pensioni italiane hanno effettivamente bisogno di elementi che le rendano più flessibili e che appoggia il piano del prestito pensionistico per l’uscita anticipata, ma anche il ministro del lavoro Poletti aveva annunciato come il tema delle pensioni tornerà in discussione il prossimo anno, “Dove eravamo quando abbiamo deciso che si poteva andare in pensione dopo 16 anni? Perché adesso ci pesa moltissimo dover fare un ragionamento sulle pensioni. Ma il ragionamento sulle pensioni di oggi  è figlio di quella e di altre cento scelte come quelle. Quando abbiamo deciso che un lavoratore pubblico poteva lavorare 36 ore al mese,  abbiamo detto che andava bene. Ma adesso dobbiamo ricostruire un equilibrio in una condizione molto difficile. E’ questo il punto su cui oggi stiamo lavorando”.

Gli interventi, come ha spiegato, saranno comunque modulati in base alla disponibilità delle risorse necessarie. A sostegno di interventi sulle pensioni attuale era intervenuta, qualche tempo fa, anche l’ex ministro del Lavoro Fornero che in riferimento a modifiche finora proposte aveva detto: “Nulla da obiettare. Anzi. E' un bene, se ci sono le risorse, il fatto che si cominci a restituire qualcosa a chi, in una situazione di grave emergenza, ha dato di più. D'altra parte le riforme varate dal nostro governo rispondevano a precise emergenze economiche. Oggi queste emergenze non sono più all'orizzonte. E questo anche grazie alla mia riforma delle pensioni. Se però il bilancio pubblico consente di ritagliare uno spazio nuovo, non è sbagliato che si cominci proprio a partire da chi ha 40 anni di contributi”.

Ma a piani di uscita anticipata che permetterebbero di andare in pensione prima a chiunque lo desiderasse e per reperire quelle risorse cui ha fatto riferimento il ministro Poletti, si potrebbero mettere in atto interventi negativi, annunciati dallo stesso Matteo Renzi, e che punterebbero su una revisione delle baby pensioni, delle pensioni di invalidità e reversibilità, nonché su modifiche per le pensioni integrative, nel’ottica di una più equa distribuzione pensionistica.

Ma anche, come proposto dal nuovo presidente dell'Inps, Tito Boeri, il sistema di ricalcolo contributivo per le vecchie pensioni retributive più alte, che permetterebbe di accumulare risparmi e nuove risorse da reinvestire in interventi per il welfare e la previdenza stessa. Bisognerà, dunque, nelle prossime settimane, definire una nuova strada di lavoro previdenziale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il