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Pensioni vecchiaia, uomini, anzianità riforma Governo Renzi: novità, ipotesi, scenari ora dopo dopo referendum Lega bocciato

Cosa potrebbe davvero cambiare per le pensioni dopo bocciatura referendum Lega da parte della Corte Costituzionale: situazione e previsioni




La Consulta ha bocciato il referendum della Lega che chiedeva l’abrogazione totale della riforma pensioni Fornero e si attendono novità e ultime notizie sulle conseguenze che questa decisione avrà sulla previdenza italiana. Ciò che emerge chiaramente dopo l’inammissibilità dichiarata al referendum è che non sarà toccata alcuna norma prevista dalla legge attuale, nessun ritorno alle vecchie regole, come aveva auspicato Matteo Salvini, nessun cambiamento, se non quelli cui il governo è al lavoro.

Si attendono infatti le motivazioni che hanno indotto la Corte Costituzionale a dichiarare inammissibile il referendum e probabilmente si tratta di modifiche cui ha aperto il governo, nonostante le resistenze di quanti, come il ministro dell’Economia Padoan, ritengono che la riforma pensioni attuale debba rimanere così com’è. Cosa potrebbe dunque cambiare realmente ora?

Certamente, vista anche la nuova apertura ad una maggiore flessibilità da parte dell’Ue, ci procederà allo studio approfondito e all’approvazione di uno di quei sistemi di uscita anticipata per tutti di cui tanto si è già parlato negli ultimi mesi e fra cui i più probabili sono il prestito pensionistico, che senza modificare età e contributi necessari permetterebbe l’uscita anticipata attraverso l’erogazione di un anticipo al lavoratore sulla pensione finale, che dovrà restituire; e l’uscita a quota 100.

Possibilità di pensione  a 60 anni di età e 40 di contributi, o 61 anni di età e 39 di contributi, o 62 anni di età e 38 di contributi e così via, purchè si siano raggiunti i 60 di età e la somma tra età anagrafica e anzianità contributiva dia come risultato 100. Resta da vedere poi il governo ha intenzione di agire per risolvere il problema della rivalutazione negativa delle pensioni e dei quota 96 della scuola. Cresce intanto l’attesa per l’incontro di giovedì prossimo, 22 gennaio, tra il premier Renzi e la cancelliera tedesca Angela Merkel, durante il quale si discuterà di novità previdenziali, ma anche per l’incontro prossimo tra ministro Padoan e presidente Inps, Tito Boeri.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il