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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: incontro oggi Renzi e Merlek per modifiche bilanci a favore pensioni

Cosa succederà durante l’incontro di giovedì tra premier Renzi e cancelliera tedesca Merkel? Le ipotesi del consigliere economico del premier Gutgeld




La bocciatura del referendum della Lega sulla riforma pensioni Fornero porta il governo Renzi a dover impegnarsi su eventuali modifiche ormai divenute necessarie per rendere più flessibile le regole del sistema pensionistico attuale. A sbloccare la situazione potrebbe essere il nuovo incontro, in programma giovedì prossimo 22 gennaio, tra il premier Renzi e la cancelliera tedesca Angela Merkel, a Firenze. Secondo le anticipazioni del consigliere economico del premier, Yoram Gutgeld, l’Italia potrebbe chiedere all’Ue nuove possibilità di intervento sulle pensioni.

E specifica: “Ci sono tre grandi filoni di discussione sui quali credo sia possibile coltivare progetti ambiziosi, e sono convinto che l’Italia potrà giocare un ruolo cruciale anche nella ridefinizione dei margini di flessibilità nei bilanci europei. Il primo filone riguarda l’unico modo per rendere sufficiente il piano Juncker. Quel piano, di per sé, è un passo avanti rispetto al passato ma è insufficiente e per diventare accettabile deve essere affiancato a un piano ulteriore di scorporo degli investimenti produttivi dal calcolo del deficit. Il secondo punto è centrale per capire in che modo il governo Renzi potrebbe avvicinarsi il prossimo anno a superare la quota del 3% nel rapporto deficit/pil. Il terzo punto è la possibilità di ricever dall’Europa più flessibilità sulle pensioni”.

Secondo Gutgel, “L’Italia è uno dei pochi paesi europei ad avere, grazie alla riforma delle pensioni fatta dal governo Monti, un surplus di bilancio di lungo termine molto alto: 2,3% l’anno. Germania e Francia, per capirci, hanno invece un deficit dell’uno e mezzo per cento. Questo ci va riconosciuto. E una volta riconosciuto questo dato, va resa possibile anche una riforma importante. Bisogna dare la possibilità a chi vuole andare in pensione in anticipo, anche per favorire il ricambio generazionale, di avere quella pensione in anticipo a condizione di vedersi ridotta la quota disponibile di pensione (e si risolverebbe del tutto anche la questione esodati). Oggi questo meccanismo non è reso possibile da un’assurda inflessibilità di conti”.

E poiché gli interventi in questa direzione servono oggi al nostro sistema previdenziale, Gutgel ritiene che “Giocando con le giuste leve la flessibilità potrebbe diventare più di una parola scritta su qualche documento europeo” e per l’Italia rappresenterebbe la possibilità di dare nuova spinta a mercato del lavoro ed economia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il