Isee 2015: numerose città vale con proroga Isee 2014 vecchio. Lista Comuni e situazione

A causa della disputa tra i Centri di assistenza fiscale e l'Inps, slitta l'applicazione dei nuovi criteri previsti dall'Isee 2015.

Isee 2015: numerose città vale con proro


C'è qualche problema di troppo con i criteri previsti dall'Isee 2015, lo strumento di valutazione della situazione economica di una famiglia per avere prestazioni o servizi pubblici a condizioni agevolate. Ben 15 capoluoghi - L'Aquila, Napoli, Bologna, Trieste, Roma, Genova, Milano, Torino, Bari, Cagliari, Palermo, Firenze, Trento, Perugia, Venezia - hanno deciso di far slittare di alcuni mesi l'applicazione delle nuove regole. Le ragioni vanno cercate nel contrasto economico tra i Centri di assistenza fiscale e l'Inps che gestisce la banca dati per la compilazione dell'Isee con i primi che invocano un aumento del 50% dell'onorario. Da qui la situazione di stallo.

Il nuovo Isee, in vigore dal primo gennaio, potrebbe essere molto più rigido che in passato tanto da ridurre la platea dei beneficiari del 20% per i controlli più severi e le nuove norme. L'anno scorso i beneficiari sono stati 6 milioni di italiani. Sono stati introdotti l'ISEE standard per la generalità di quelle sociali agevolate; l'Isee università per l'accesso allo studio universitario; l'Isee sociosanitario per le prestazioni sociosanitarie; l'Isee sociosanitario-residenze per le prestazioni residenziali; l'Isee minorenni per quelle agevolate rivolte ai minorenni che siano figli di genitori non coniugati tra loro e non conviventi; l' Isee corrente, aggiornabile in seguito a variazioni di reddito causate, ad esempio, dalla risoluzione di un rapporto di lavoro.

A ItaliaOggi Valeriano Canepari, coordinatore della Consulta nazionale dei Caf, ha spiegato come i Centri di assistenza fiscale siano in attesa della convezione da tempo e "l'aspetto economico dovrà essere attentamente valutato. I compensi chiesti per l'Isee variano, infatti, in base al nucleo familiare (un componente 8 euro, da due a cinque 10,80 euro, da cinque in su 13,20 euro)". Da qui l'intenzione, "almeno per i prossimi giorni in cui saremo operativi, di mantenere questo standard indipendentemente dalla convenzione. Questa, però non può essere la regola".

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di Marianna Quatraro pubblicato il