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Bonus 80 euro 2015 stipendio e busta paga aumento: differenze e cosa cambia rispetto 2014 requisiti, tasse, importo.

La Legge di Stabilità 2015 non ha allargato la platea dei destinatari del bonus di 80 euro, diventato strutturale. Continuano ad essere esclusi dalla misura pensionati e possessori di partita Iva




La Legge di Stabilità del 2015 ha portato poche novità in merito al bonus di 80 euro, che continua ad essere una prerogativa a favore dei lavoratori dipendenti (e assimilati). Esclusi dal provvedimento, che da una tantum è diventato strutturale, i pensionati, i possessori di partita Iva e gli incapienti.

Bonus 80 euro, novità 2015

Come già accennato, il bonus di 80 euro a partire dal 2015 è diventato una misura strutturale, da intendere come un aumento delle detrazioni e non più come un bonus (aspetto poco rilevante per i lavoratori). I destinatari, quindi, non troveranno più in busta paga il riferimento al decreto istitutivo ma troveranno, a parità di condizioni, lo stesso importo, erogato come detrazione Irpef di 80 euro. Il bonus annuo nel 2015 sarà pari a 960 euro (80 euro per 12 mensilità) a fronte dei 640 euro (80 euro per 8 mensilità, in quanto introdotto a maggio, dello scorso anno)

Bonus 80 euro, a chi spetta

Il bonus spetta integralmente ai lavoratori con un reddito inferiore ai 24.000 euro, in misura ridotta per chi ha un reddito compreso tra i 24.000 e i 26.000 euro. Il bonus viene considerato al pari di una maggiore detrazione Irpef e per questo motivo sono esclusi dal beneficio i lavoratori con un reddito inferiore agli 8.146 euro, i cosiddetti incapienti che rientrano nella no tax area e non hanno un Irpef netta da pagare, in quanto la detrazione da lavoro dipendente azzera l'Irpef lorda. Il reddito di riferimento non è esclusivamente quello da lavoro dipendente ma devono essere considerati anche gli altri redditi, ad eccezione di quelli derivanti dal possesso dell'abitazione principale e delle pertinenze, inclusi quelli derivanti dall'anticipo del Tfr mensile in busta paga (esclusi, invece, i redditi percepiti sotto forma di bonus bebè). Il bonus spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati, inclusi i soci lavoratori delle società cooperative, fruitori di borse di studio a carattere periodico (i ricercatori, ad esempio), collaboratori a progetto, e percettori di indennità di disoccupazione Aspi e MiniAspi.

Come richiedere il bonus di 80 euro al datore di lavoro

Il datore di lavoro è obbligato a riconoscere autonomamente il bonus Irpef di 80 euro se i dati in suo possesso collocano il lavoratore dipendente tra i fruitori. Nel caso in cui il lavoratore possegga altri redditi influenti per il calcolo è tenuto a comunicarli al datore di lavoro. Il bonus non è un costo per il datore di lavoro che potrà utilizzare tali somme in compensazione su altri tributi dovuti all'erario.

Calcolo bonus Irpef

Il bonus è pari ad 80 euro per chi percepisce un reddito inferiore ai 24.000 euro annui, ridotto per chi percepisce un reddito compreso tra 24.001 e 26.000 euro (limite massimo oltre il quale non è previsto alcun bonus). In questa fascia di reddito il credito viene determinato in questa maniera: "80 * ((26.000-reddito)/2000))."

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il