Second Life, il mondo virtuale online, fa girare sempre più soldi e interessa sempre più aziende

Il mondo virtuale cresce a ritmi cinesi



Per ora, per chi guarda alla vicenda con occhi italiani, è solo una curiosità, “un'americanata” da guardare con sufficienza. Ma negli Stati Uniti è qualcosa di più, per qualcuno già un business. Stiamo parlando di Second life, il mondo virtuale popolato da oltre un milione di iscritti, con un'età media di 32 anni, che crescono ogni mese del 35%, mentre la sua economia viaggia a ritmi impossibili anche per i cinesi con un aumento mensile del 15%.

A questo mondo parallelo, finto, che non esiste, (uno dei tanti in giro per la rete e neanche il più frequentato) guarda però con sempre maggiore interesse un folto numero di aziende. L'ultima in ordine di arrivo è l'agenzia di stampa Reuters che su Second Life ha aperto una redazione. L'agenzia di stampa arriva dopo nomi come Sony, Toyota, Sun e Adidas che in rete hanno organizzato campagne pubblicitarie, aperto filiali, presentato prodotti. E Ibm Second Life l'ha utilizzato per tenere meeting aziendali Secondo Irving Wladawsky-Berger, vice presidente strategie tecniche e innovazione di Ibm iniziative come Second Life “avranno un forte impatto sul business, la società e le nostre vite personali, anche se nessuno di noi può prevedere quale sarà questo impatto”.

Come dire, a naso ci sembra importante esserci ma non sappiamo ancora perché. Intanto, il colosso dell'It potrà comunque farsi curare le pubbliche relazioni in rete dall'agenzia di pr Text100 , presente anch'essa nel mondo virtuale, oppure mandare a dormire i suoi dipendenti in trasferta negli alberghi della catena Starwood. Per essere un mondo finto inizia ad assomigliare un po' troppo a quello reale tanto più che i soldi su Second Life girano, eccome. Secondo Business Week il milione di abitanti del mondo online spende ogni mese sette milioni di dollari in prodotti e servizi nella “Seconda vita”.

Per entrare in questo universo parallelo basta registrarsi, scegliere un personaggio virtuale. Poi però su Second Life non vive di aria e amore ma bisogna utilizzare i Linden dollar, la moneta corrente per comprarsi per esempio un'isola come ha fatto Reuters.

Negli stati Uniti alcune società si sono specializzate nell'organizzazione di campagne nel mondo virtuale che possono costare da ventimila a quattrocentomila dollari. Fare soldi con un'attività online non è però così facile. Sempre Business Week osserva che a fronte del milione di iscritti, spesso, il numero delle persone realmente collegate in rete è molto più basso ed è di qualche migliaio. Chi ha provato a vendere vestiti digitali a un dollaro l'uno ne ha piazzati cinquemila in tre mesi, pochini per gli standard Usa. Ma non importa, in rete, sembra essere la parola d'ordine, bisogna esserci. Per fare cosa si capirà col tempo.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il