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QE Bce-Draghi ufficiale: Btp, obbligazioni aziendali, corporate, titoli di stato. Consigli investimenti analisti

Si apre una partita decisiva per le borse e i bond con la riunione di domani della Banca centrale europea. Quali sono gli scenari ipotizzabili?




Quella di domani giovedì 22 gennaio 2014 sarà una giornata decisiva per l'economia italiana nel contesto continentale. Se la Banca centrale europea dovesse mostrare argomentazioni convincenti con i mercati nella lotta alla deflazione e nel rilancio della crescita, i risultati sarebbero immediati: guadagni per i Btp lunghi e Borse in crescita. Al contrario, sarebbe meglio puntare sui bond a breve durare. E allora, cosa potrebbe realmente succedere? Quali sono i titoli su cui puntare l'attenzione? A rispondere a queste ci ha pensato il CorrierEconomia, supplemento del lunedì del Corriere della Sera.

Ebbene, stando analisi degli esperti, in caso di vittoria di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, i listini azionari potrebbero essere i maggiori beneficiari, come ha dimostrato l'esperienza della Borsa di Wall Street. Tra i comparti favoriti prima il finanziario, le banche e l'energia, spinta da una ripresa della domanda da parte del settore industriale e dei privati. All'opposto, un'azione deludente da parte di Francoforte darebbe spazio all'incertezza dei listini europei che difficilmente riuscirebbero a ripartire dai livelli attuali. In una situazione di stagnazione economica è favorito il settore delle utilities e del lusso.

Per quanto riguarda i bond, un massiccio programma di acquisto di titoli da parte della Bce spingerebbe al ribasso i rendimenti dei titoli a lungo termine, dai 7 fino ai 30 anni, con guadagni di alcuni punti percentuali. Favoriti anche i corporate bond, in particolare le emissioni di banche e industrie. Al contrario la volatilità dei mercati potrebbe estendersi al reddito fisso, forse con un nuovo allargamento degli spread. In questo scenario il consiglio che viene dato è di puntare sulle emissioni governative con scadenza inferiore ai cinque anni, nonostante i bassi rendimenti, e sui corporate bond del settore telecom e utilities.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il