BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: i motivi per cui sono ancora realizzabili Mini Pensioni, contributivo, quota 100

Le possibilità di modifica della riforma pensioni Fornero dopo no Consulta ad abrogazione legge attuale: le ipotesi su cui si lavora e posizioni forse politiche




Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale alla proposta di cancellazione totale della riforma pensioni Fornero, si è scatenata la furia del leader della Lega, Matteo Salvini, sostenuta da tutti coloro che ritengono si tratti di una legge effettivamente da abolire, considerando gli errori e i problemi creati, ma è stata espressa grande soddisfazione anche da parte di forze politiche e sociali che hanno sempre sostenuto che il voto per l’abrogazione della legge Fornero non sarebbe stata la soluzione. Anzi, secondo le novità e ultime notizie, sarebbe decisamente meglio intervenire con modifiche che possano garantire quella maggiore flessibilità richiesta da tutti.

Altro obiettivo è quello di rendere il sistema pensionistico attuale più equo e sostenibile e sarebbero in ballo diverse ipotesi di lavoro. A partire da quel decreto previdenza, in cui dovrebbero essere riviste baby pensioni, pensioni integrative, pensioni di invalidità e stabilità, misure già annunciate dal premier Renzi e dai suoi consiglieri economici; ai meccanismi di uscita anticipata, da prestito pensionistico, a sistema contributivo per tutti, a uscita a quota 100 o a 62 anni e 35 anni di contributi con penalizzazioni, che permetterebbero anche di dar vita alla tanto acclamata staffetta generazionale.

Si tratterebbe dunque di interventi che, se sa una parte sosterrebbero il prepensionamento dei lavoratori che vogliono lasciare prima il lavoro, dall’altra puntano anche a diminuire l’occupazione, solo modificando le norme vigenti, senza stravolgere la struttura di una legge capace di assicurare 80 miliardi di euro di risparmi. E questo è il motivo per cui viene tanto tutelata.

Ma per le proposte di intervento regna l’entusiasmo perché forse finalmente attuabili, soprattutto dopo le ultime aperture da parte dell’Ue. E sono tante le forze politiche e sociali che si dicono disponibili ad impegnarsi per eventuali cambiamenti, dal sottosegretario Baretta, al ministro del Lavoro Poletti, alla Furlan segretario generale della Cisl, a Silvio Berlusconi, allo stesso premier Renzi, ai ministri Boschi e Madia.

E’ stata proprio il ministro della Pubblica Amministrazione Madia, solo qualche giorno fa, ad intervenire nuovamente sulla questione pensionistica con una nuova proposta di uscita anticipata che prevederebbe la possibilità di andare in pensione a 57 anni e con 35 anni di contributi ma accettando il calcolo della pensione finale con metodo solo contributivo.

Si gioca quindi su questa nuova possibilità, che riprende nella sostanza il piano di uscita anticipata con sistema contributivo di cui si era già discusso, ma si punta anche sul piano di lavoro di cui ha parlato il presidente dell’Inps Tito Boeri, fra maggiore equità ricalcolo contributivo per tutti e staffetta generazionale.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il