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Partiva iva nuovi minimi 2015 regime: costi, spese, tassazione, requisiti e condizioni per fare richiesta e aprirla

L'aumento dell'imposta sostitutiva e la diversa determinazione del reddito penalizza la stragrande maggioranza dei contribuenti intenzionati ad aprire partita iva con il nuovo regime dei minimi.




Come vengono trattati i costi nel regime dei minimi

A differenza del regime previgente, in cui la base imponibile su cui veniva applicata l'aliquota sostitutiva veniva calcolata sottraendo i costi inerenti l'attività di impresa o di lavoro autonomo dai ricavi, col nuovo regime dei minimi i costi sostenuti sono irrilevanti ai fini della determinazione del reddito, che viene calcolato forfettariamente, applicando ai ricavi una percentuale di redditività che varia dal 40% delle attività di ristorazione fino al 78% dei professionisti. Ciò significa, ad esempio, che un consulente tributario con ricavi annui di 14.000 euro e spese annue di 5.000 euro non pagherà le imposte su 9.000 euro (differenza tra ricavi e costi), come avveniva fino allo scorso anno, ma su 10.920 euro (il 78% dei ricavi). Il nuovo regime, almeno apparentemente, potrebbe avvantaggiare chi non sostiene costi elevati. Tornando all'esempio precedente, se il professionista sostenesse solo 2.000 euro di costi all'anno, il reddito imponibile sarebbe pari a 10.920 euro, a fronte dei 12,000 euro del vecchio regime.

Nuovo regime dei minimi, aumento della tassazione con aliquota sostitutiva

Apparentemente esistono delle categorie di lavoratori che potrebbero trarre vantaggio dall'adesione al nuovo regime dei minimi, come dimostrato dall'ultimo esempio, tuttavia la platea si riduce notevolmente considerando che l'aliquota sostitutiva (le imposte pagate in sostituzione di Irpef e addizionali, Iva e Irap) è aumentata fino al 15%, triplicata rispetto al 5% applicato nel vecchio regime dei minimi (non sono da escludere interventi normativi finalizzati a ridurre l'aliquota sostitutiva). Per questo motivo sono davvero pochi i contribuenti che trarranno vantaggio dall'adesione al nuovo regime e negli ultimi giorni di dicembre c'è stato un notevole incremento nell'apertura delle partita Iva con il vecchio regime dei minimi.

Adesione al nuovo regime dei minimi, i requisiti necessari

Rispetto al regime previgente, l'adesione al nuovo regime non è vincolata a questioni anagrafiche e non è un regime temporaneo. Per restare all'interno del nuovo regime (l'alternativa è costituita dall'adesione al regime privo di agevolazioni, in cui i contribuenti sono soggetti passivi Irpef, Iva e Irap) i contribuenti devono conseguire nel 2015 (e negli anni successivi) ricavi inferiori a quelli stabiliti dalla Legge di Stabilità (si va dai 15.000 euro dei professionisti fino ai 40.000 euro degli imprenditori del settore della ristorazione), sostenere spese per dipendenti o collaboratori non superiori ai 5.000 euro, costi complessivi non superiori ai 20.000 euro e avere redditi da lavoro autonomo o d'impresa superiori rispetto ad eventuali redditi da lavoro dipendente.
Nonostante il nuovo regime sia entrato in vigore l'1 gennaio 2015, fino al 30 gennaio 2014 sarà possibile aprire partita Iva aderendo al vecchio regime.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il