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Bollo auto 2015: calcolo, detrazioni, deduzioni. Chi può non pagare quest'anno o versare meno. Tipologie auto e regole regioni

Il pagamento del bollo auto per il 2015 prospetta alcuni mutamenti di rilievo




Si prospetta un anno ricco di cambiamenti per il bollo auto. Oltre ad essere più caro rispetto a quello 2014, esso dovrà anche essere pagato in maniera diversa dal passato.
Per quanto riguarda la tempistica, si può effettuare il pagamento entro la fine del mese successivo a quello in cui scade quello vecchio, oppure entro il mese successivo a quello di immatricolazione dell'autoveicolo.

La principale novità nei confronti dello scorso anno è la cancellazione dell'esonero per i possessori di auto storiche, ovvero quelle ultraventennali di particolare interesse collezionistico, con la parziale eccezione della Lombardia. L'importo che deve essere corrisposto, viene calcolato sulla base della potenza del veicolo. Per chi avesse dei dubbi al proposito, sono presenti alcune utilità online in grado di far conoscere rapidamente la somma da versare, in particolare quelle predisposta dall'Agenzia delle Entrate e dall'ACI. Facili da usare, permettono di stabilire il dovuto tramite l'immissione dei dati relativi alla potenza, la regione in cui risiede l'intestario della vettura, la direttiva Euro, il tipo di automobile e il modo di alimentazione.

Il pagamento si può effettuare presso le delegazioni ACI, alcuni sportelli bancari, le agenzie che effettuano pratiche auto, i tabaccai convenzionati con la Banca ITB e aderenti a Lottomatica e gli uffici postali tramite il servizio Internet Banking. Per effettuarlo occorre compilare le schede appositamente predisposte per tutte le automobili che siano sottoposte al pagamento pieno della tassa, oltre che per tutte quelle le quali possano invece beneficiare di particolari trattamenti fiscali.

Nel caso in cui il bollo venga corrisposto una volta scaduti i termini, sarà necessario versare anche la sanzione comprensiva di interessi, i quali dovranno essere proporzionali al periodo di ritardo accumulato. In particolare, si dovrà pagare lo 0,2% per ogni giorno di ritardo accumulato, ove si provveda a regolarizzare la propria posizione entro quattordici giorni dalla scadenza, aggiungendo al totale gli interessi legali giornalieri, per i quali la percentuale annua ammonta all'1%. Nel caso in cui il pagamento avvenga invece nel termine dei trenta giorni successivi alla scadenza, la sanzione aumenta al 3% della tassa originaria, oltre agli interessi. Infine, se il pagamento supera i trenta giorni di ritardo, la sanzione sale sino al 3,75% della tassa d'origine più interessi. In caso il ritardo vada poi a superare il termine di un intero anno, sarà necessario versare il 30% della tassa per sanare la propria posizione.

Va inoltre ricordato che è prevista l'esenzione per i disabili, ove l’autoveicolo sia intestato direttamente a loro, e per la persona che li accompagna cui sia intestata l'auto, purché il portatore di handicap risulti a suo carico dal punto di vista fiscale. Sono esenti anche le auto elettriche, grazie all’esenzione prevista per il quinquennio successivo alla data di immatricolazione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il