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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: realizzabili ancora Mini Pensioni, contributivo, quota 100, prestito

Uscita anticipata e flessibile per tutti ormai necessaria: i piani di nuovo al vaglio del governo, nuove aperture ministri e novità possibili riforma pensioni Fornero




Permettere una maggiore flessibilità in uscita, possibilità di uscite anticipate per lavoratori penalizzati dalle norme della riforma pensioni Fornero, dare nuova spinta al mercato del lavoro: questi gli obiettivi che si propone il governo Renzi intervenendo sull’attuale riforma previdenziale con quei sistemi di uscita anticipata per tutti, di cui tanto si è discusso in questi mesi, ma che sono sempre stati rimandati. Nessuna novità, infatti, in tal senso è entrata in vigore con il nuovo anno.

Ma oggi che è necessario intervenire con delle modifiche, ecco tornare in ballo le ipotesi di estensione a tutti del sistema contributivo, del prestito pensionistico, delle proposte avanzate da Cesare Damiano di uscita a quota 100 o a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni.

Piani che, oltre a garantire al lavoratore la possibilità di poter andare in pensione prima rispetto ai requisiti stabiliti dalla legge Fornero, garantiscono la possibilità di mettere da parte qualche risparmio (sistema contributivo) per nuove risorse da reimpiegare sempre nella previdenza o nel welfare, ed anche di dare nuova spinta all’occupazione in Italia.

Permettere infatti prepensionamenti ai lavoratori più anziani, permetterebbe al tempo stesso di creare nuovi posti di lavoro in cui poter impiegare i giovani oggi disoccupati, il che significherebbe cercare una soluzione al gravissimo problema della disoccupazione, soprattutto giovanile, del nostro Paese. E sembrano finalmente arrivare diverse aperture alla possibilità di mettere in atto uno di questi sistemi. Solo qualche giorno fa, per esempio, il ministro Madia ha avanzato una nuova proposta di uscita anticipata che fondamentalmente ricalca il meccanismo del sistema contributivo, permettendo l’uscita anticipata a 57 anni di età, con 35 anni di contributi e pensione interamente calcolata con metodo, appunto, retributivo.

Anche il ministro del Lavoro Poletti ha aperto a nuove possibilità di intervento sulle pensioni, ritenendo che sia arrivato il momento di pensare a soluzioni flessibili per tutti i lavoratori e a soluzioni per i lavoratori che, prossimi alla pensione, perdono il lavoro e restano senza stipendio e senza pensione. Bisognerà capire quali saranno le ipotesi che verranno davvero approvate dal governo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il