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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità modifiche in discussione ufficiale ancora una volta in Parlamento

Quali sono le ultime notizie sulla riforma pensioni Renzi che arrivano dai tanti emendamenti presentati al decreto legge Milleproroghe?




Quale riforma pensioni in sede di emendamenti al decreto legge Milleproroghe? La principale novità è rappresentata dalla discussione sul nuovo regime dei minimi delle Partite IVA. Oltre all'aumento della tassazione e all'abbassamento del tetto dei ricavi per rimanere in questa regime, i lavoratori autonomi devono fare i conti anche con una maggiore aliquota previdenziale richiesta dalla gestione separata dall'Inps. L'emendamento presentato da Cesare Damiano (primo firmatario), presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, punta a prorogare di un anno l'applicazione dell'aliquota al 27%.

Difficile che con il decreto legge Milleproroghe si arrivi a una soluzione definitiva per i cosiddetti quota 96. Si tratta di quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi previsti dalla normativa di riferimento, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nella riforma Fornero, che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico. In ballo ci sono misure per favorire l'uscita anticipata nel segno della flessibilità, ma è più verosimile che possano trovare eventualmente spazio nell'ambito di una manovra complessivo di revisione del welfare.

Già, perché il rapporto fra lavoro e pensioni è molto stretto. Il 51% dei giovani è pronto a emigrare per trovare lavoro e vivere in paesi più dinamici e meritocratici. È quanto emerge da un'analisi Coldiretti-Ixè. Tra gli under 35 - aggiunge il sondaggio - la percentuale di chi è disposto a lasciare il proprio Paese è più alta con il grado di istruzione (55%), per i maschi (57%) rispetto alle donne (45%) e raggiunge il picco massimo del 59% tra i 18-19 anni. Molti (il 19% degli intervistati) vorrebbe andare via perché vede il Paese fermo, il 18% punta il dito sulle tasse e il 17% contro la mancanza di meritocrazia e di opportunità lavorative. Occuparsi dell'emergenza lavoro dovrebbe essere la priorità del governo secondo il 61% degli italiani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il