Disoccupazione e disoccupati 2015: indennità, assegni, social card dipendenti tempo determinato, progetto, indeterminato. Per chi

Al via nel 2015 la sperimentazione della Nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego e dell'Assegno di disoccupazione.

Disoccupazione e disoccupati 2015: inden


Quali sono le novità introdotte nel 2015 sul versante della disoccupazione? La principale è l'introduzione della Naspi ovvero della Nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego. Beneficiari sono i lavoratori dipendenti licenziati o dimissionari per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto professionale, tranne gli statali assunti a tempo indeterminato e gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato. Tuttavia sono indispensabili 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione e 18 giornate di lavoro nei 12 mesi prima dell'inizio del periodo di disoccupazione.

Terminata la sua fruizione, nel caso di persistenza dello stato di disoccupazione e di condizioni economiche di necessità, può scattare l'Asdi (Assegno di disoccupazione). Almeno in questo primo anno di sperimentazione, lo strumento è riservato prioritariamente ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e ai lavoratori in età vicina al pensionamento, ma ancora privi dei requisiti per i trattamenti di quiescenza. Viene erogato per una durata massima di 6 mesi ed è pari al 75% dell'ultimo trattamento Naspi.

Nel frattempo i decreti del Jobs Act all'esame del parlamento per i necessari pareri continuano a far discutere. Da una parte i sindacati chiedono modifiche con l'eliminazione delle norme che riguardano i licenziamenti collettivi, dall'altra Confindustria che invece spinge per l'estensione a tutti i lavoratori, non solo ai nuovi assunti, delle nuove regole.

In attesa dei pareri delle commissioni Lavoro di Camera e Senato sui primi due decreti attuativi - contratto a tutele crescenti e Naspi - del Jobs Act, i sindacati sono sul piede di guerra. La Cgil minaccia fuoco e fiamme mentre Cisl e Uil insistono: via l'estensione delle nuove regole ai licenziamenti collettivi. Tra le richieste anche il ripristino del criterio di proporzionalità tra il fatto contestato e la sanzione del licenziamento, e l'aumento delle mensilità di indennizzo.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il