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Pensioni anzianità, uomini, vecchia Governo Renzi: riforma novità tra delusioni e importanti indicazioni a rischio sempre smentita

Decreto previdenza, interventi pensioni in decreto Milleproroghe, nuova proposta ministro Madia e piani uscita anticipata: quali le prossime novità pensioni




Dopo Jobs Act e riforma elettorale, è la riforma pensioni Fornero quella su cui si sta concentrando il governo, questione che, tra novità e ultime notizie, si arricchisce sempre di qualcosa di nuovo. Maggiore flessibilità sembra essere diventata la parola d’ordine di un lavoro del governo che deve ancora prendere in via in termini pratici. Se ne parla ormai da mesi ma nulla ancora in tal senso è stato fatto e, mentre indiscrezioni annunciano l’arrivo di un nuovo decreto previdenza che dovrebbe contenere revisione di baby pensioni e pensioni integrative e di reversibilità e invalidità, altre sostengono che i primi interventi sulle pensioni  potrebbero essere contenute nel prossimo decreto Milleproroghe.

Al momento solo indiscrezioni che non trovano conferme ufficiali così come solo parole, ancora, è l’ultimo annuncio del ministro del Lavoro Poletti che ha spiegato, per l’ennesima volta, che serve una soluzione flessibile per le pensioni italiane e uno strumento a sostegno dei lavoratori cui manca pochissimo alla pensione ma che sono rimasti senza lavoro per cui non percepiscono né stipendio né ancora pensione. L’auspicio è che questa volta l’annuncio di Poletti diventi realtà, non cadendo nel dimenticatoio come avvenuto per quella soluzione strutturale per tutti annunciata mesi fa ma cui poi non si è mai più fatto accenno.

Tutto riparte comunque da quei sistemi di uscita anticipata che renderebbero più flessibile le pensioni attuali: si parla ancora una volta di sistema contributivo, che permetterebbe a lavoratori e lavoratrici, dipendenti pubblici o autonomi, di andare in pensione a 57 o a 58 anni con 35 anni di contributi e con calcolo esclusivamente contributivo e assegno ridotto; di prestito pensionistico che consentirebbe al lavoratore di lasciare il lavoro due o tre prima rispetto alla soglia dei 66 anni, ricevendo un anticipo sulla pensione finale da restituire una volta maturati i requisiti pensionistici normali, meccanismo che, dunque, non modificherebbe età e contributi; di uscita a quota 100, con cui il lavoratore potrebbe andare in pensione  a 60 anni di età e 40 di contributi, a 61 anni di età e 39 di contributi, a 62 anni di età e 38 di contributi e così via, purchè la somma tra età anagrafica e anzianità contributiva sia 100; e di uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni che verranno calcolate in base all’anno di anticipo in cui si lascia il lavoro prima dei 66 anni attualmente richiesti.

A questi piani, ormai ben noti, si affianca la nuova proposta del ministro Madia che, sulla scorta di quanto previsto dal sistema contributivo, prevede la possibilità di pensione a 57 anni di età, con 35 anni di contributi e un assegno ridotto. Si tratta di sistemi di uscita anticipata che oltre a garantire il prepensionamento ai lavoratori più anziani permetterebbero, allo stesso tempo, la creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani, dando nuova spinta al mercato occupazionale in un’Italia in cui il tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, ha raggiunto livelli record.

E per ristabilire equità, il nuovo presidente Inps, Tito Boeri, ha proposto un ricalcolo contributivo delle pensioni più elevate per la parte calcolata con vecchio sistema retributivo, per ottenere  risparmi e nuove risorse da reimpiegare poi nella previdenza stessa o nel welfare per i giovani. Forze politiche e sociali sono d’accordo su ogni tipo di intervento finora previsto, soprattutto all’indomani del no della Consulta al quesito della Lega che voleva completamente cancellare la legge Fornero, cosa decisamente impossibile visto che si tratta dell’unica legge capace di sostenere la stabilità economica del nostro Paese con gli 80 miliardi di euro che riesce ad assicurare fino al 2021. L’obiettivo è, dunque , rendere più flessibile ed equa la struttura di una riforma comunque importante.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il