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Partita iva minimi nuovo 2015 regime: contributi INPS, tassazione, costi e requisiti per fare domanda. Modifiche allo studio reali

Il nuovo regime dei minimi, per come è stato delineato dalla Legge Finanziaria 2015, presenta alcuni elementi che potrebbero disincentivare l'apertura della partita Iva. Ecco le principali criticità




Nuovo regime dei minimi, modifiche nella tassazione

I contribuenti che apriranno la partita Iva nel 2015 aderendo al regime dei minimi saranno esonerati dalla tenuta delle scritture contabile, così come avveniva nel regime previgente ed esenti da studi di settore. L'apertura della partita Iva con regime agevolato esonera i contribuenti dal pagamento dell'Irpef (che ha un'aliquota crescente al crescere del reddito) e relative addizionali, dall'Iva e dall'Irap, sostituiti da un'aliquota sostitutiva che rispetto allo scorso anno è stata triplicata, dal 5 al 15%. Oltre all'aumento dell'aliquota dell'imposta sostitutiva, non sarà possibile portare in deduzione dai ricavi i costi sostenuti ma sarà riconosciuta una deduzione forfettaria, proporzionata ai ricavi conseguiti e differente tra i vari settori in cui il professionista o imprenditore opera. Nei primi tre anni la base imponibile su cui verrà calcolata l'imposta sostitutiva verrà ridotta di due terzi.

Contributi Inps 2015

La Legge di Stabilità ha confermato l'aumento delle aliquote contributive per i lavoratori che non appartengono ad un albo professionale ne alla gestione artigiani e commercianti dell'Inps, costretti a versare il 30,72% alla gestione separata dell'Inps, un aumento di 3 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Meno elevato l'aumento delle aliquote per i lavoratori che rientrano nella gestione artigiani e commercianti, che verseranno, rispettivamente, il 22,29 e il 22,74% e se iscritti al regime dei minimi sono esonerati dal versamento sul minimale contributivo, a partire da quest'anno.

Elementi di maggiore criticità e possibili modifiche

Sono molti gli aspetti critici del nuovo regime dei minimi che hanno provocato l'aumento delle richieste di apertura Iva con il vecchio regime negli ultimi mesi del 2014 (è possibile aprire partita Iva aderendo al vecchio regime fino al 30 gennaio 2015, nonostante il nuovo regime sia entrato in vigore dal primo gennaio 2015), a partire dall'aumento dell'aliquota dell'imposta sostitutiva, triplicata. Possibile una riduzione dell'aliquota, che potrebbe riguardare esclusivamente alcune categorie di lavoratori identificati con criteri anagrafici. In secondo luogo il limite massimo di ricavi che permettono di rimanere nel regime dei minimi appare troppo basso per alcune categorie di lavoratori e potrebbe essere riportato ai livelli previgenti (30.000 euro). Per quanto riguarda le aliquote contributive il Governo potrebbe intervenire ponendo un freno all'aumento dei contributi da versare alla gestione separata dell'Inps, aumentati di 3 punti percentuali, che aumenteranno ulteriormente di un punto percentuale all'anno nei prossimi 3 anni. Possibile un ritorno alle aliquote contributive del 2014 ma non sarà semplice trovare i fondi necessari.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il