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Pensioni donne, anzianità, uomini Governo Renzi: riforma, novità incoraggianti per svolta reale seppur con blocco in settimana

Flessibilità in uscita, soluzioni per chi prossimo alla pensione perde il lavoro, equità e sostenibilità del sistema previdenziale attuale: allo studio novità pensioni




Maggiore flessibilità in uscita per tutti, più sostenibilità ed equità e flessibilità per permettere a chi è vicino alla pensione e ha perso o rischia di perdere il lavoro di andare in pensione prima, come ha dichiarato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti solo qualche giorno fa, per evitare si crei un altro problema sociale. Si torna a discutere di piani di uscita anticipata, tra prestito pensionistico, uscita a quota 100, pensione anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, sistema contributivo per tutti, soprattutto all’indomani del no della Corte Costituzionale al quesito della Lega che chiedeva di cancellare del tutto la riforma pensioni Fornero.

Nonostante le dure critiche di Salvini alla decisione dei giudici, c’era da aspettarsi che, nonostante malcontenti e problemi, la legge pensionistica attuale non venisse abrogata, considerando che si tratta dell’unica legge capace di garantire sostenibilità economica al nostro Paese in questo momento di forte crisi. Fino al 2021 assicura, infatti, 80 miliardi di euro di risparmi cui certamente non si può rinunciare. Ma ci sono nuovi margini di interventi di modifica per agire su norme effettivamente troppo rigide. E una sorta di via libera ad interventi sull’attuale riforma previdenziale è arrivata anche dall’Ue, che ha dichiarato apertura per una maggiore flessibilità verso i Paesi in difficoltà purchè si impegnino in riforme strutturali importanti. E quella delle pensioni in Italia è una di queste, perché attuando uno dei cambiamenti previsti si potrebbero avere tante conseguenze positive.

Nuova spinta all’occupazione con sistemi di prepensionamento dei lavoratori più anziani; maggiore equità sociale con ricalcolo contributivo per le ricche pensioni retributive come proposto del presidente Inps Boeri; maggiore sostenibilità con tagli alle false pensioni di invalidità, alle ricche pensioni integrative e con revisione delle baby pensioni; e redistribuzione delle risorse in maniera equa tra tutti i lavoratori e pensionati, grazie ai risparmi accumulati da reimpiegare in previdenza e welfare.

Ambiziosi gli interventi, i primi dei quali, secondo alcune indiscrezioni potrebbero arrivare con un apposito decreto previdenza il prossimo mese di febbraio, mentre altri potrebbero essere contenuti nel decreto Milleproroghe insieme, novità, ad un nuovo emendamento per il pensionamento dei quota 96 della scuola.  Tanti dunque i nuovi annunci ma c’è chi, come il segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone, invita il governo ad agire seriamente e praticamente piuttosto che solo ed unicamente con annunci perché il problema pensionistico sussiste, come del resto testimoniato dagli ultimi allarmanti dati e numeri sullo stato di pensioni e pensionati italiani, e deve essere sistemato.

Anche Annamaria Furlan della Cisl invita a modificare in termini pratici la legge Fornero, ribadendo però al governo l’importanza di non fare da solo ma convocare le parti sociali in modo da definire strade di cambiamento condivise.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il