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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: gli indizi e i segnali che tutti vogliono modifiche ma si trama contro in segreto

Tutti d’accordo con novità e modifiche da approvare per la riforma pensioni Fornero ma c’è qualcosa che non va: la situazione e costa sta accadendo





Le nuove aperture dell’Ue verso riforme, il via libera di Mario Draghi all'acquisto di titoli di Stato, presidente della Bce che ha spiegato che “La Bce ha deciso di lanciare un programma esteso di acquisto di titoli da 60 miliardi di euro al mese, che durerà fino a fine settembre 2016 e comunque fino a quando l'inflazione non si risolleverà verso l'obiettivo del 2% . Vi rientreranno gli Abs e le obbligazioni garantite e un 12% sarà in titoli di istituzioni europee, ma il grosso è costituito da titoli di debito pubblico, e rigorosamente sul solo mercato secondario per non violare il divieto di finanziamento monetario”, e le novità e ultime dichiarazioni di forze politiche e sociali confermano la volontà di tutti di intervenire sulla riforma pensioni Fornero.

Lo stesso ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che ha formulato la legge pensionistica tanto criticata ha aperto a nuove modifiche di flessibilità, contenta del no della Consulta alla bocciatura di una legge che comunque è riuscita a garantire sostenibilità economica all’Italia, motivo per cui era stata elaborata in maniera tanto rigida. Intanto, anche il ministro Poletti ha aperto a nuovi interventi, sia per quanto riguarda la revisione dei requisiti pensionistici che dovrebbero salire dal prossimo gennaio 2016, per adeguamento alla speranza di vita Istat, come previsto dagli scatti della riforma Fornero, sia per quanto riguarda nuovi strumenti a sostegno di coloro che, prossimi alla pensione, perdono il lavoro rimanendo senza stipendio e senza pensione.

Tutto sembra dunque andare nel verso giusto, anche il premier Renzi ha lasciato intendere di essere a lavoro su un nuovo decreto previdenziale ma, probabilmente, qualcosa di diverso si cela dietro le dichiarazioni di tutti. Innanzitutto tacciono i tecnici del Tesoro che, sostenendo il ministro dell’Economia Padoan, non sono mai stati d’accordo con eventuali cambiamenti da apportare alla legge Fornero. E poi c’è il caso Boeri: l’economista che è stato nominato a dicembre nuovo presidente dell’Inps, per volere dello stesso Renzi, sembra non abbia i requisiti e l’esperienza richiesti per questo ruolo. O quanto meno questo è ciò che sostengono alcuni parlamentari.

E queste perplessità nascono a due settimane dal 3 febbraio quando dovrà arrivare un giudizio definitivo sulla sua nomina. In realtà la affermata mancanza di quei requisiti richiesti, secondo i parlamentari che hanno sollevato i dubbi, cela un timore di interventi che si temono. La nomina di Boeri rappresenta infatti un segnale di cambiamento rispetto alle linee Inps del passato e una maggiore apertura non solo verso modifiche pensionistiche flessibili ma anche per un ricalcolo contributivo per tutti coloro che percepiscono ricche pensioni mensili in parte calcolate con vecchio sistema retributivo. Ed è proprio questo che colpisce i parlamentari, mentre Boeri sostiene si possa trattare di un buon meccanismo per riportare equità nel sistema previdenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il