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Pensioni vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità cambiamenti Renzi non piacciono. Scontro silenzioso tra politici

Interventi sulla riforma pensioni Fornero ormai necessari: tutti sembrano approvare ma ci sono ancora ostacoli da superare. Quali sono e motivi




Intervenire sulla riforma pensioni Fornero con novità che rendano il sistema previdenziale attuale più flessibili e, come annunciato dal ministro del Lavoro Poletti, con strumenti che sostengano coloro che ormai prossimi alla pensione perdono il lavoro, rimanendo senza stipendio e senza pensione, situazione che se non viene arginata prima potrebbe dare vita ad un altro problema sociale, dopo quelli di esodati e quota 96 della scuola. La situazione è dunque chiara: bisogna intervenire con modifiche ormai necessarie. Ma le ultime notizie in merito sono piuttosto contrastanti.

Se, infatti, si palude alle auspicate nuove aperture verso una maggiore flessibilità da parte dell’Ue e crea entusiasmo il nuovo piano di acquisto di titoli di Stato da parte dell’Ue, restano comunque degli ostacoli tutti interni da superare, primo fra tutti quello di Tesoro e ministro dell’Economia Padoan che tacciono e che continuano a sostenere che la riforma pensioni debba essere lasciata così com’è, dicendosi ancora contrari a qualsiasi intervento.

Altro ostacolo, nuovo, la posizione di alcuni parlamentari secondo cui la nomina di Tito Boeri come presidente dell’Inps, voluto dal premier Renzi, non risponderebbe a specifici requisiti richiesti per questo ruolo, nonostante si tratti di una personalità decisamente importante.

Ciò che spaventa in realtà i suoi piani di intervento sulle pensioni, principalmente quello che riguarda la proposta di ricalcolo contributivo per tutti, che prevederebbe aliquote progressive sulla parte di quelle pensioni più ricche calcolate con vecchio sistema contributivo. E questo, chiaramente, non piace proprio ai parlamentari che percepiscono pensioni d’oro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il