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Pensioni anzianità, uomini, precoci Governo Renzi: riforma, novità cambiamenti. Proposte partiti, sindacati accordi solo apparenti

Tutti d’accordo su interventi sulla riforma pensioni Fornero per renderla più flessibile e sostenibile: cosa potrebbe cambiare e realtà




Partiti politici e forze sociali continuano a condividere le intenzioni di intervenire sulla riforma pensioni Fornero con novità e cambiamenti che possano rendere il sistema previdenziale attuale più flessibile e sostenibile e le ultime notizie confermano queste posizioni. Sono infatti diverse le autorevoli voci politiche che hanno confermato interventi previsti sulle pensioni, dal sottosegretario all'Economia Baretta, allo stesso premier Renzi, al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che solo qualche giorno fa è tornato a parlare di pensioni e della necessità di pensare a soluzioni per tutti e strumenti soprattutto a favore di coloro cui mancano pochi anni alla pensione ma che restano senza lavoro. Il rischio è che queste persone debbano vivere senza stipendio e senza lavoro, anche perchè difficili oggi da reimpiegare, creando un nuovo caso sociale dopo quello di esodati e quota 96 della scuola.

Parla di necessità di interventi sulla pensioni, soprattutto di necessaria introduzione di elementi di flessibilità Cesare Damiano, che rilancia i suoi piani di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni e quota 100, insieme alla Gnecchi del Pd, a Ignazio Messina di IdV, alla stessa ex ministro Fornero che, dopo aver ribadito il motivo per cui è stata formulata una legge così rigida perché dettata dalle contingenze del momento in cui è stata creata, apre a novità possibili.

E anche la Cisl della Furlan e la Cgil della Camusso invitano il governo a intervenire, ed anche velocemente, non senza aver, però, prima convocato le parti sociali in modo da trovare soluzioni condivise da tutti. La situazione dunque sembra piuttosto chiara: tutti d’accordo su interventi sulla riforma previdenziale attuale, purchè siano condivisi e, soprattutto, non incidano sui conti pubblici. Eppure potrebbe trattarsi di una volontà condivisa parziale.

Alcuni parlamentari in questi giorni stanno facendo emerge nere dubbi e perplessità sulla nomina di Tito Boeri nuovo presidente Inps, personalità fortemente voluta dal premier Renzi alla guida dell’Istituto cui, però, come spiegato da chi ha chiesto chiarimenti al governo, mancherebbero quei requisiti necessari per ricoprire tale ruolo. In realtà, queste perplessità nascono timori proprio sugli interventi sulle pensioni che Boeri sta progettando, primo fra tutti il ricalcolo contributivo delle elevate pensioni risultato del calcolo con vecchio sistema retributivo, cosa che colpirebbe proprio gli stessi parlamentari e che non a tutti piace. E a questo piccolo ostacolo si affianca quello grande della contrarietà a interventi sulle pensioni da parte del ministro dell'Economia Padoan.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il