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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: cambiamenti e proposte Renzi, Boeri Inps, Poletti, Damiano per chi, come e quando

Posizioni di premier Renzi, esponenti politici e commissario Inps Treu su novità riforma pensioni da attuare il prossimo anno: la situazione




Proposte di modifica alla riforma pensioni attuale per un sistema previdenziale più flessibile e più sostenibile ma anche con aumenti per le pensioni più basse: sembrano tutti d’accordo sulla necessità di modifichealle pensioni per tutti, con piani di uscita anticipata che, insieme a quelli di cui in questi mesi si è tanto discusso, vale a dire sistema contributivo per tutti, uscita a quota 100, uscita anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, prestito pensionistico, si affiancano part time e staffetta generazionale.

Mentre si prospettano interventi con elementi peggiorativi che, come messo a punto da premier Renzi e suoi consiglieri economici, potrebbero riguardare revisione e modifiche di baby pensioni, pensioni integrative, di invalidità e di reversibilità, Cesare Damiano, ministro del Lavoro Poletti ed ex commissario Treu hanno annunciato, già tempo fa, interventi sulle pensioni per quest'anno.

E se Damiano ribadisce il bisogno di introdurre maggiore flessibilità, con l’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o incentivi se si rimane di più a lavoro, o con la possibilità di uscita a quota 100, Treu puntava anche ad una revisione della governance dell’Inps stesso. Ed è la stessa linea di lavoro che vorrebbe perseguire il nuovo presidente dell'Inps, Tito Boeri, su cui in questi giorni si stanno levando dubbi e perplessità da parte di alcuni parlamentari che, sotto sotto, temono gli interventi che il nuovo presidente sta mettendo a punto, soprattutto quello che riguarda il ricalcolo contributivo per tutti coloro che percepiscono ricche pensioni derivanti da vecchio calcolo retributivo.

L'obiettivo è tassare, con aliquote progressive, quella parte di pensione calcolata con il vantaggioso sistema retributivo, meccanismo che permetterebbe di ristabilire equità sociale ma anche di accumulare risorse che verrebbero, come da Boeri precisato, reimpiegate nella previdenza stessa o nel welfare, soprattutto a sostegno dei giovani.

E, proprio quando dall'Ue arrivano nuovi segnali di apertura per una maggiore flessibilità di intervento sulla riforma previdenziale attuale, le ipotesi di intervento sembrano virare dai piani di uscita anticipata sopra riportati a novità che non tocchino età e contributi. Lasciare, dunque, la riforma Fornero così com'è agendo solo con modifiche che permetterebbero l'uscita anticpata a tutti come prestito pensionistico o passaggio al lavoro part time che, consentendo il prepensionamento, non toccano però nè requisiti anagrafici attualmente richiesti, nè modificano i contributi.

Passando, infatti, al lavoro part time, il lavoratore anziano che decide di accedervi continuerebbe comunque a lavorare fino al raggiungimento dell'età anagrafica richiesta, ma riducendo l'orario di lavoro ed anche lo stipendio. In tal caso comunque i contributi continuerebbero comunque ad essere regolarmente pagati dalll'azienda.

Con il prestito pensionistico, invece, si lascerebbe il lavoro due o tre anni prima ricevendo un anticipo sulla pensione finale che verrebbe poi restituito con piccole trattenuto sull'ìassegno pensionistico mensile quando si raggiungono i normali requisiti di uscita oggi richiesti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il