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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: interventi Boeri, Poletti, Renzi, Damiano. Per chi, quando e come

Quali potrebbero essere le novità pensioni da approvare nel 2015? Le posizioni di esponenti politici, premier Renzi e commissario Treu




Si lavora ancora a nuovi interventi per modificare la riforma pensioni Fornero, rendere il sistema previdenziale attuale più flessibile, tagliare la spesa pensionistica troppo alta in Italia e cercare di aumentare le pensioni minime. Tante le novità che torneranno in discussione al governo e che interessano le pensioni e, come le ultime notizie confermano, l’attenzione continuerà ad essere puntata soprattutto su quei piani di uscita anticipata per tutti di cui si è tanto parlato finora. Si tratta di decidere il metodo migliore per permettere ai lavoratori, tutti i lavoratori, di andare in pensione prima, qualora lo desiderassero, ma ‘in cambio’ di penalizzazioni.

A parlare della necessità di introdurre meccanismi di flessibilità tutti gli esponenti politici, da ministro del Lavoro Poletti, che solo qualche giorno fa ha anche anticipato un nuovo impegno del governo per trovare soluzioni a sostegno di lavoratori che prossimi alla pensione persono l'occupazione, rimanendo senza stipendio e senza pensione, a Cesare Damiano allo stesso premier Renzi che, d’accordo con i suoi consiglieri economici, insieme ai meccanismi di uscita anticipata, aveva parlato di possibile revisione delle baby pensioni, modifiche a pensioni integrative, di reversibilità e invalidità.

Anche l'ex commissario Inps, Tiziano Treu, ha diverse volte ribadito la necessità di intervento per una maggiore flessibilità in uscita. Secondo Treu, intervenire sulle pensioni rappresenterebbe un parziale miglioramento della riforma pensioni Fornero e tra le opzioni proposte quella del prestito previdenziale, come già proposto dall’ex ministro Giovannini e dall’attuale ministro del Lavoro Poletti. Si tratterebbe di concedere al lavoratore che vuole uscire prima un anticipo sulla pensione finale da restituire poi una volta maturati i requisiti normali richiesti con piccole decurtazione di qualche decina di euro sull’assegno mensile finale.

E ai suoi piani di lavoro si affiancano anche quelli nuovi del nuovo presidente dell'Inps, Tito Boeri, che punta alla staffetta generazionale,  grazie al quale il lavoratore più anziano potrebbe andare in pensione prima lasciando il posto di lavoro libero per l’assunzione di nuovi giovani, rilanciando così l’occupazione e ad un ricalcolo contributivo, con aliquote progressive, per quella parte dell’assegno previdenziale calcolata con vecchio metodo retributivo, sulla base delle ultime retribuzioni.

Questo sistema permetterebbe si recuperare ben 4,2 miliardi di euro, che potrebbero essere riutilizzati per welfare e nella previdenza stessa. Si tratterebbe di un ricalcolo contributivo per tutte le pensioni, compresi gli assegni in corso, per i lavoratori assunti dopo il 1995, ma anche di pensare all’introduzione di un prelievo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro, ulteriore meccanismo che permetterebbe di recuperare ulteriori risorse.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il