Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: attivato prestito, contributivo, quota 100 già in diverse situazioni come Sicilia

Andare in pensione prima con sistema quota 100 o prestito pensionistico: nell’attesa di decisioni ufficiali del governo piani già in vigore in singoli casi

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Uscita con quota 100, prestito pensionistico e sistema contributivo, insieme all’altra proposta avanzata da Cesare Damiano di pensione anticipata di prepensionamento a 62 anni di età e 35 di contributi con un sistema di penalizzazioni che possono arrivare anche ad un massimo dell’8% sono ormai da mesi in discussione al governo per modificare la riforma pensioni Fornero, rendendola più flessibile. Novità che però attendono di essere ufficialmente ancora approvate ma che in alcuni casi già sono in vigore. E’ il caso della Sicilia, per esempio.

O meglio, ci si sta lavorando: l’intenzione dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei è quella di mandare in prepensionamento col sistema di quota 100  2.500 dipendenti regionali nel prossimo triennio e assumerne 890, dando vita a quel sistema di turn over e staffetta generazionale nell’amministrazione regionale che permettere di accumulare risparmi per oltre 62 milioni di euro. Ma la riforma pensioni dell’assessore Baccei non finisce qui, perché secondo quanto da lui comunicato, l’altra novità riguarderà i nuovi trattamenti pensionistici attribuiti ai dipendenti regionali e degli enti collegati che non potranno superare l’importo calcolato secondo la disciplina statale in materia, avuto riguardo al trattamento economico complessivo lordo annualmente corrisposto agli interessati.

Secondo le prime stime, il piano di Baccei provocherà per i nuovi pensionati una perdita tra il 15 e il 20% e risparmi per circa 25 milioni di euro per la Regione. Nonostante questi numeri, in Sicilia partirà il primo piano di pensionamento anticipato con turn over e alla staffetta generazionale, così come è stata già approvata la pensione anticipata con prestito pensionistico in altri casi specifici.

Lo scorso dicembre 2014, infatti, è stato siglato un accordo tra la compagnia assicuratrice UnipolSai e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil per l’uscita forzata dal lavoro di 321 lavoratori in esubero, al posto dei quali dovrebbero arrivare 150 neo-assunti con le regole del nuovo Jobs Act.

La novità ha previsto il prepensionamento dei lavoratori in esubero con prestito pensionistico, che, secondo quanto proposto dal ministro del Lavoro Poletti, e rilanciato anche dal consigliere economico di Renzi Gutgeld, permetterebbe al lavoratore di andare in pensione qualche anno prima rispetto ai 66 richiesti dalla legge Fornero con un anticipo, di circa 700 euro, sulla pensione finale da restituire una volta maturati i normali requisiti.

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di Marianna Quatraro pubblicato il