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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: tutte le nazioni europee sono d'accorso su modifiche contributi, età, assegno

Particolarmente aperto a livello europeo il dibattito su riforma previdenziale e interventi necessari: cosa fare in Italia e in altri Paesi




Dopo la Germania, che ha già approvato la scorsa estate, la nuova riforma pensioni abbassando l’età pensionabile per tutti, portandola a 63 anni, il dibattito  livello europeo su interventi previdenziali che modifichino età, contributi, valore degli assegni pensionistici finali, è piuttosto forte, un dibattito, in Italia principalmente, animato dalle diverse posizioni dei singoli partiti politici. Ma anche delle forze sociali. Chiare le ultime dichiarazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che si è detto pronto a intervenire per cambiare le pensioni, mettendo a punto soprattutto uno strumento per quei lavoratori che a qualche anno dal raggiungimento della pensione perdono il lavoro non avendo né stipendio né assegno pensionistico.

Chiede da tempo interventi sulla riforma pensioni anche l’ex ministri Cesare Damiano, sempre pronto a rilanciare le proposte di uscita anticipata con 62 anni di età e 35 anni di contributi e una penalizzazione massima dell’8 %, o di quota 100, risultato della somma di età contributiva e anagrafica che permetterebbe, per esempio, di andare in pensione a 60 anni di età con 40 di contributi, o a 62 anni con 38 di contributi, e così via.

Le novità pensioni auspicate in Italia che quest'anno potrebbero essere approvate sono condivise anche dalla nuova Grecia di Tsipras che vuole rinnovare previdenza e welfare puntando, come proposto anche in Italia, ad aumentare le pensioni minime, decisamente troppo basse e che non consentono una vita dignitosa a chi per tutta una vita ha lavorato.

Welfare e previdenza al centro degli interessi anche di Francia, Spagna e Gran Bretagna, e non c’è da chiedersi come mai gli interventi principali debbano riguardare questi comparti, perché è chiaro che in anni e anni di politiche fiscali nuove e tagli, chi è stato più colpito è stato sempre proprio il popolo dei pensionati. E non certo coloro che percepiscono quelle elevatissime pensioni cosiddette d’oro che però ora potrebbero finire nel mirino di modifiche.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il