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Pensioni precoci, usuranti riforma Governo Renzi: novità nuove scenari pensioni in Italia con elezioni vinte Tsipras e Syriza

Le ultime notizie sulla vittoria di Alexis Tsipras alle elezioni greche raccontano di possibili ripercussioni anche in Italia sul versante della riforma pensioni Renzi.




Non c'è dubbio che la novità dell'elezione di Alexis Tsipras alla guida della Grecia avrà ripercussioni anche in Europa e in Italia e anche sul tema della riforma pensioni. Dopo la vittoria di Syriza, in nuovo premier ellenico ha annunciato l'alleanza con il partito della destra nazionalista, vicino per la comune visione sui temi economici. E proprio la volontà di rompere con i rigidi schemi dell'austerity per consentire politiche di sviluppo e di coesione sociale, potrebbe rappresentare il primo passo di una rivisitazione delle regole generali.

Dal punto di vista economico, Tsipras ha promesso la rivitalizzazione attraverso il taglio del debito pubblico e non solo degli interessi, l'impulso alla cosiddetta economia etica e un piano biennale da 5 miliardi di euro con fondi europei alle piccole e medie imprese elleniche. Sul welfare le posizioni sono chiare: salario minimo alzato da 450 a 751 euro, no ai licenziamenti facili e di massa, ripristino della tredicesima mensilità, sanità gratuita ai disoccupati senza mutua. Infine, dal punto di vista fiscale si segnalano anche l'abolizione della tassa sulla casa, l'esenzione dalle tasse fino a 12.000 euro annui.

L'Italia è esposta verso la Grecia per circa 40 miliardi di euro, se si considerano i prestiti bilaterali e le quote di partecipazione nel fondo salva-Stati Esm, nella Bce e nell'Fmi. Peggio di noi stanno solo la Francia con 46 miliardi di euro, e la Germania con 60 miliardi. Meglio di noi la Spagna con circa 26 miliardi di crediti e l'Olanda con 12 miliardi. Stando ai dati forniti dallo stesso ministero dell'Economia di Atene, il debito complessivo ellenico è pari a 322 miliardi di euro.

E ammonta al 12,3% la quota in cui è impegnata l'Italia verso la Grecia attraverso la nostra partecipazione alla Bce di cui Roma detiene, appunto, questa parte di capitale. I governi dell'eurozona, tra prestiti bilaterali e fondi attraverso il salva-Stati, sono esposti con Atene per 195 miliardi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il