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Imu terreni agricoli e non 2014-2015: problemi e dubbi calcolo, regole, Comuni e terreni esenti totalmente o parziale. Assistenza

Guida al calcolo e pagamento dell'Imu sui terreni agricoli: i chiarimenti dopo definizione nuova data di versamento al 10 febbraio




Tutto è stato finalmente definito per il pagamento Imu 2014 sui terreni agricoli: il Consiglio dei ministro straordinario di venerdì scorso ha deciso di prorogare il pagamento al prossimo 10 febbraio e che si pagherà considerando criteri, parametri e classificazione dei Comuni riportati nell’elenco Istat che distingue i Comuni in montani, non montani e parzialmente montani.

Basandosi su questa classificazione, gli unici terreni che non pagheranno l’Imu sono quelli agricoli e quelli non coltivati che si trovano in Comuni classificati come totalmente montani; saranno invece previste esenzioni parziali per i terreni agricoli e non coltivati posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, che si trovano in Comuni parzialmente montani. questa classificazione, inizialmente nuova per il 2015, vale anche per il pagamento Imu 2014 sui terreni agricoli, passando oltre quella prima classificazione del decreto di dicembre che distingueva in Comuni in base alla loro altitudine.

Per capire la classificazione del proprio comune, consultando l’elenco Istat sono riportate nelle colonne a fianco dei Comuni delle lettere indicative: se nella colonna ‘montani’ a fianco del proprio comune vi è la lettera T (totalmente montano) non è dovuto il pagamento Imu; se è riportata la lettera P (parzialmente montano), significa che l’Imu deve essere pagata dai proprietari che non sono in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale mentre sono del tutto esenti dal pagamento i proprietari Coldiretti ed Iap coltivatori e non; se invece ci sono le lettere NM (non montani) ll’Imu deve essere obbligatoriamente versata.

Il calcolo Imu sui terreni agricoli parte dalla base imponibile che si ottiene dal reddito domenicale, riportato sull’atto di proprietà o sulla visura catastale, rivalutato del 25% e moltiplicato per 135, coefficiente dei terreni, o 75, coefficiente valido per i soli coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Al risultato ottenuto va applicata l’aliquota del 7,6 per mille (che è quella fissa valida per tutti i terreni) e la cifra che si ottiene è quanto bisognerà versare di Imu.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il