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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: iniziano incontri con Boeri INPS seppur quello anticipato con Padoan non c'è stato

Novità pensioni in discussione, tra sistemi di uscita anticipata, proroga opzione donna e part time e staffetta generazionale. Cosa cambierà




La Consulta ha detto no al referendum abrogativo promosso dalla Lega che avrebbe voluto cancellare completamente la riforma pensioni Fornero, scatenando l’ira del leader del Carroccio Salvini e facendo svanire le speranze di quanti, appartenenti alle categorie di esodati e quota della scuola 96, avevano auspicato un ritorno alle vecchie norme pensionistiche, con conseguente soluzione immediata dei loro problemi. Ma così non è stato e ci si avvia a vedere quali potrebbero essere ora la nuove soluzioni pensionistiche, e non solo per le citate categorie di lavoratori.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, qualche settimana fa è tornato sull’argomento, spiegando che si lavorerà per mettere a punto uno strumento che sia di sostegno a coloro cui mancano pochi anni alla pensione ma perdono il lavoro, rimanendo così senza stipendio e senza pensione. Ma si cercano anche soluzioni strutturali per tutti e per chiudere definitivamente la partita esodati, mentre nel prossimo decreto Milleproroghe potrebbe arrivare un nuovo emendamento per il pensionamento dei quota 96 della scuola, proposto da Sel. E si torna a parlare anche di attesa conferma della proroga dell’opzione donna, che Sel vorrebbe far slittare al 31 dicembre 2016.

La proroga per le donne lavoratrici di accedere alla pensione con 57 anni di età, o 58 anni per le autonome, e tre mesi calcolate col sistema contributivo resta comunque in bilico, nonostante lo stesso Boeri sia d’accordo con tale proroga. Il nuovo presidente dell’Inps, su cui stanno nascendo dubbi e perplessità da parte di diversi parlamentari che in realtà sembrano temere i suoi interventi, avrebbe dovuto incontrare il ministro dell’Economia Padoan per parlare di eventuali modifiche alla riforma pensioni attuale. Incontro che, però, non è ancora avvenuto e, nell’attesa del via alla revisione della governance dell’Inps che dovrebbe iniziare questa settimana anche se potrebbe slittare visti gli impegni per l’elezione del Presidente della Repubblica, si studiano nuovi interventi.

Se finora si è sempre discusso di sistemi di uscita anticipata, da prestito pensionistico a sistema contributivo per tutti, a uscita con quota 100 a prepensionamento a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, oggi le ipotesi più fattibili sembrano essere diventate quelle che permettono sì il prepensionamento ma senza toccare età e contributi.

E stiamo parlando, per esempio, di prestito pensionistico, che prevede un anticipo sulla pensione finale da versare al lavoratore che poi dovrà restituirlo una volta maturato i requisiti normale e a cui verrebbe erogato né più né meno di quello che riceverebbe comunque al termine della sua vita lavorativa. Stesso meccanismo con passaggio a lavoro part time e alla staffetta generazionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il