Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: quota 100 tutti la vogliono Mini Pensioni sembra più nei programmi reali

C’è chi punta sull’uscita anticipata con quota 100 ma più fattibili sistemi che non toccano requisiti anagrafici e contributivi: la situazione ad oggi

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Nella settimana che porterà all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica italiana, è più aperto che mai il dibattito previdenziale che si focalizza principalmente sulle modifiche per cambiare la riforma pensioni Fornero. E le ultime notizie sono ricche di novità. A partire dal fatto che, insieme agli ormai ben noti sistemi di uscita anticipata per tutti, come prepensionamento a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, sistema contributivo per tutti, uscita con quota 100 o prestito pensionistico, si stanno pensando soluzioni che pur permettendo la pensione anticipata non modificano età e contributi.

Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, e la leader della Cisl, Annamaria Furlan, insistono sul sistema di uscita con quota 100, risultato della somma di età anagrafica e dei contributi versati dal lavoratore. Secondo la Furlan bisogna “ripristinare una certa flessibilità in uscita e tenere conto che non tutti i lavori e non tutti i lavoratori, sono uguali: le persone hanno esigenze differenti e a 67 anni è diverso stare seduti ad una scrivania o salire su un’impalcatura. Bisogna far sì, perciò, che sia possibile andare in pensione dopo un certo numero di anni di contribuzione, in combinazione a una certa età”.

Ma il governo Renzi sembra stia pensando a meccanismi di flessibilità basati sul ricalcolo contributivo delle pensioni, piuttosto che su modifiche di requisiti anagrafici o contributivi. E questo sarebbe uno dei piani di lavoro proposto dal nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri, che punta al ricalcolo contributivo per tutti coloro che percepiscono le cosiddette pensioni d’oro calcolate interamente o in parte con vecchio sistema retributivo. Meccanismo che permettere di accumulare nuove risorse che verrebbero riutilizzate comunque nella previdenza stessa.

Spazio anche a prestito pensionistico o mini pensione e passaggio al part time, che insieme al prepensionamento dei lavoratori più anziani, senza toccare età e contributi, darebbe anche il via a quel turn over necessario per la staffetta generazionale e, quindi, un ricambio lavorato rivo che permetterebbe di dare nuova spinta al mercato dell’occupazione giovanile.

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di Marianna Quatraro pubblicato il