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Elezione presidente Repubblica 2015: oggi venerdì 30 Gennaio due nuovi voti. I candidati, tutti i nomi, novità aggiornate

Prodi, Finocchiaro, Del Rio a sorpresa tra i nomi possibili candidati alla presidenza della Repubblica. Il principale candidato è Mattarella.




Piero Fassino, Sergio Chiamparino, Romano Prodi, Anna Finocchiaro, Graziano Del Rio tra i nomi di cui si parla in questi giorni probabili candidati alla presidenza della Repubblica, anche se il favorito rimane Mattarella.. C’è Anna Finocchiaro, da sempre moderata nelle sue posizioni, nelle sue idee, diplomatica ma ferma sulle sue posizioni. Tra le questioni di maggiore interesse per lei le pensioni e la necessità di intervenire con modifiche finora richieste, L’obiettivo è trasformare queste richieste in realtà, ma non attraverso una rivoluzione che stravolga tutto in maniera rapida, piuttosto attraverso cambiamenti graduali e strutturali.

Intervenire sul sistema previdenziale attuale, rendendolo più flessibile per tutti, significa per la Finocchiaro poter agire anche sul sistema occupazionale cercando di dare nuova spinta a lavoro e, di conseguenze, ad economia in generale. Serve partire, infatti, da qualche parte per conquistare traguardi che puntino a rilanciare l’economica italiana. Con particolare riferimento alla questione pensioni, la Finocchiaro ha spiegato che “Con la presentazione degli emendamenti dei relatori al decreto milleproroghe finalizzati ad escludere dal nuovo regime pensionistico i lavoratori precoci, esodati, in mobilità e coinvolti in accordi sindacali o individuali, il Pd conferma il suo impegno affinché gli interventi del governo necessari per affrontare la crisi siano improntati il più possibile all'equità”.

C’è poi Graziano Delrio, per alcuni il presidente ideale, capace di governare in maniera seria e obiettiva, che rientra tra quei cattolici democratici che hanno sempre mantenuto una certa distanza dalle espressioni più radicali, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che ha dato vita a quel ddl Province che non elimina le province ma prevede una loro riorganizzazione, con sostituzione delle città metropolitane, una revisione dei consigli provinciali, la cancellazione delle giunte, cioè l’organo esecutivo, nelle nuove Province, e l’elezione tra i sindaci del presidente.

Delrio che non ha dubbi sul fatto che, con impegno e le riforme che si stanno portando avanti, l’Italia ce la farà. E sulle pensioni, si dice da sempre dalla parte di interventi che possano modificare l’attuale legge pensionistica Fornero, appoggiando il pensieri di Renzi, per cui non bisogna stravolgere una riforma capace di garantire sostenibilità economica all’Italia, ma attuare cambiamenti che possano sostenere tutti. Assicura inoltre che le tasse non verranno inasprite ma che, anzi, nuovo obiettivo è quello di trasformare in realtà l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati che percepiscono assegni minimi.

Non sarebbe questa la posizione condivisa da Romano Prodi, che è stato presidente della Commissione Europea, e, poiché vicino ad ambienti europei, preferirebbe che la riforma pensioni Fornero rimanesse così com’è, nonostante le recenti aperture dell’Ue. Prodi che però avrebbe le idee chiare sul rilancio dell’economia italiana, passando da rafforzamento di industrie e imprese, alla definizione di buone politiche pubbliche e bancarie per sostenere le attività produttive e la loro competitività nei nuovi mercati globali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il