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Pensioni, diretta votazione Presidente Repubblica, riforma PA, amnistia, indulto, quota 96: novità oggi sabato 31 Gennaio Renzi

Tante le questioni cruciali per il governo Renzi in via di definizione e soluzione in questi giorni: non solo elezione nuovo Presidente della Repubblica




Giorni importanti e concitati quelli che si stano vivendo per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica 2015. Ma non solo: tante le questioni cruciali allo studio del governo Renzi che quest’anno dovrà chiudere più di un capitolo.

Elezione nuovo Presidente della Repubblica: dopo la prima votazione di oggi, si procede domani, venerdì 30 gennaio, a tre nuove votazioni, e sabato dovrebbe finalmente arrivare il nome del nuovo eletto. Ma è ancora caos per la ricerca di un nome condiviso e appoggiato da tutti. E la confusione emersa in questi giorni di consultazioni, con il M5S che ha lanciato sul suo blog il voto per il nome del candidato, non presentandosi alle consultazioni con il premier Renzi, non sembra risolversi anche se il nome di Renzi, condiviso dal Pd, è quello di Sergio Mattarella, su cui però Berlusconi chiede tempo.

Quota 96: la partita più significativa che dovrebbe essere finalmente chiusa è quella dei quota 96 della scuola, 4mila lavoratori circa, tra docenti e personale Ata, che attendono ormai da tre anni di andare ufficialmente in pensione visto che pur avendo maturato i requisiti necessari per accedere alla pensione, sono ancora a lavoro. Il tutto per un errore di formulazione dell’attuale legge pensionistica Fornero ma per cui in questi anni non è mai ancora arrivata correzione. Diverse volte sono stati bocciati emendamenti proposti per risolvere questo caso sociale ma si spera che la svolta possa essere il decreto Milleproroghe. Sembra, infatti, che dovrebbe contenere un nuovo emendamento proposto da Sel per definire il loro congedo.

Pensioni: questione importante su cui lavorare, le modifiche alla riforma pensioni Fornero. In discussione ancora i meccanismi che possano permettere un’uscita anticipata e flessibile per tutti. Sembra ci sia l’imbarazzo della scelta tra estensione del sistema contributivo per tutti, uscita con quota 100 o a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o prestito pensionistico, ma tra questi sembra che l’ultimo orientamento sia sul prestito pensionistico, o comunque su meccanismi che prevedano prepensionamenti ma senza toccare età e contributi. E insieme al prestito pensionistico, che prevede solo l’erogazione di una parte della pensione finale in anticipo, appunto, al lavoratore che vuole lasciare il lavoro due o tre anni, ma che dovrà poi restituirlo con piccole trattenute una volta maturati i normali requisiti richiesti, si discute anche di part time e turn over, per permettere ai lavoratori cui manca solo qualche anno alla pensione di ridurre il proprio orario di lavoro, insieme allo stipendi, ma con contributi che continuerebbero ad essere regolarmente pagati, permettendo così al tempo stesso l’assunzione di nuovi giovani. Ma non bisogna dimenticare che gli annunci su interventi pensionistici riguardano anche gli aumenti delle pensioni minime, magari con l’estensione di quel bonus di 80 euro anche ai pensionati. Bisogna inoltre risolvere il problema della rivalutazione negativa delle pensioni e mettere a punto le misure di quel decreto previdenziale annunciato dallo stesso premier Renzi.

Indulto a Amnistia: mentre cala il numero dei detenuti nelle carceri italiane, contribuendo a ridimensionare il problema del sovraffollamento, mentre il ministro della Giustizia Orlando continua a dirsi soddisfatto, sostenendo che l’emergenza è conclusa, grazie anche alle misure dello svuota carceri (sconto pena e risarcimenti economici), c’è chi aspetta ancora il testo unificato dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia, ritenendo che le misure di clemenza possano risolvere una volta per tutte l’emergenza carceraria nel nostro Paese.

Riforma P.A.: cambiano le regole di gestione e controllo della Pubblica Amministrazione dopo l’approvazione di martedì scorso, di nuovi emendamenti che rivedono le norme di controllo sull’assenteismo per malattia, affidate all’Inps; l’azione disciplinare, con il licenziamento come massima sanzione;novità per quanto riguarda i dirigenti; e il riordino delle Camere di Commercio. Da domani, venerdì 30 gennaio, dovrebbe iniziare il voto della riforma della P.A. in Commissione Affari Costituzionali al Senato e, compatibilmente con il tempo per l’elezione del nuovo capo dello Stato, dovrebbe essere approvata in contemporanea con i decreti attuativi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il