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Pensioni uomini, vecchiaia, donne riforma Governo Renzi: novità dichiarazioni Poletti, Bruni, Treu, Boeri, Damiano, Baretta,Furlan

Cambiare la riforma pensioni Fornero con modifiche necessarie e novità proposte da diversi esponenti politici: il piano di interventi possibili




La riforma pensioni Fornero è ciò che in queste settimana sta creando diverse discussioni e non solo tra esponenti politici. Le novità e ultime notizie parlano, infatti, di diverse dichiarazioni da parte di voci autorevoli che hanno avanzato nuove proposte di modifica al sistema previdenziale attuale. Tra le proposte di cui si sta discutendo in queste ultime, quelle sui è puntata maggiormente l’attenzione sono le proposte di Cesare Damiano sulla cosiddetta quota 100, senza penalizzazione, e sul prepensionamento a 62 anni con 35 di contribuiti con un sistema di penalizzazioni che possono arrivare anche fino all’8%.

C’è poi l’ipotesi prestito previdenziale, che permette al lavoratore di percepire un anticipo sulla pensione che dovrà poi essere restituito una volta maturati i normali requisiti richiesti con piccole decurtazioni sull’assegno Inps. Tale anticipo, del valore di 700 euro circa, potrebbe essere erogato due o tre anni prima il raggiungimento della pensione. Il prestito pensionistico, insieme a passaggio a lavoro part time e staffetta generazionale, sono al momento i sistemi che alcuni considerano migliori perché permettono flessibilità senza intaccare età e contributi della legge Fornero, che manterrebbe così la sua struttura e i suoi 80 miliardi di euro di risparmi garantiti fino al 2021.

Anche il professore di Economia politica all’Università di Milano-Bicocca, la miglior soluzione flessibile sarebbe puntare sul passaggio al lavoro part-time dopo i 55 anni, permettendo ai lavoratori più anziani di lavorare meno ore e dar vita a nuovi posti di lavoro per i più giovani. A sostenere l’uscita con quota 100 anche la leader della Cisl Furlan, mentre il sottosegretario all’Economia Baretta, sostiene invece il prepensionamento a 62 anni e con penalizzazioni, calcolate in base all’anno di anticipo rispetto ai 66 in cui si decide di lasciare il lavoro.

E mentre nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri, come il suo predecessore, l’ex commissario straordinario Tiziano Treu, ha delineato il suo piano di lavoro sulle pensioni dalla revisione della governance dell’Inps, al ricalcolo contributivo per tutti, alla staffetta generazionale per sostenere l’occupazione giovanile, il ministro del Lavoro Poletti ha spiegato che al momento l’attenzione si concentra maggiormente su quelle persone che sono vicine a maturare i requisiti pensionistici e che hanno perso il lavoro o possono perderlo, per cui non sono disponibili ammortizzatori sociali sufficienti fino alla pensione, e che rischiano così di rimanere senza stipendio e senza pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il