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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: contributivo, quota 100, Mini Pensione e primi interventi Boeri all'INPS

Dopo giorni di dubbi e discussioni, la commissione Lavoro della Camera ha dato parere favorevole sulla nomina di Tito Boeri: i suoi piani di lavoro




Dopo giorni di dubbi e discussioni, la commissione Lavoro della Camera ha dato parere favorevole sulla nomina di Tito Boeri alla presidenza dell'Inps, il che significa che si preparano a prendere piede quelle novità annunciate per modificare la riforma pensioni Fornero anticipata dalle ultime notizie rese note dallo stesso Boeri. Solo qualche giorno fa in Parlamento, infatti, il nuovo presidente dell’Inps ha illustrato le linee guida del suo lavoro alla guida dell’Istituto, a partire da quella revisione della governance dell’Ente stesso e che già era stata annunciata dall’ex commissario straordinario, Tiziano Treu. Via libera poi a interventi per mini pensione, ricalcolo contributivo, part time e staffetta generazionale, per rilanciare occupazione, economia e rendere più equo il sistema pensionistico italiano.

Ciò che spaventa maggiormente del piano Boeri è la proposta di ricalcolo contributivo che prevede una tassazione, con aliquote progressive, della parte dell’assegno previdenziale calcolata con il vecchio metodo retributivo. Cioè tenendo presente come base le ultime retribuzioni.

Applicando questa tassazione per le pensioni superiori ai 2mila euro lordi mensili si ricaverebbero 4,2 miliardi di euro, che potrebbero essere usate per esodati e a sostegno dei più giovani. L’idea è dunque calcolare tutte le pensioni con il metodo contributivo attuale per i lavoratori assunti dopo il 1995 e applicare un prelievo sugli assegni più alti, piano che in realtà era stato anticipato dallo stesso.

Altro meccanismo al vaglio di Boeri è la staffetta generazionale che consentirebbe  ai lavoratori con più di 60 anni di passare da un impiego a tempo pieno a uno a tempo parziale con riduzione di stipendio ma con i contributi che continuerebbero ad essere regolarmente pagati. E questo consentirebbe di lavorare meno ai più anziani e creare nuovi posti di lavoro per i più giovani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il