BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia, donne, precoci riforma Governo Renzi: novità affermazioni Furlan, Treu, Baretta, Bruni, Damiano, Boeri,Poletti

Le nuove proposte di modifica riforma pensioni da esponenti politici e non solo: quali i principali orientamenti e le novità della settimana




Rivedere la governance dell’Inps, procedere al ricalcolo contributivo per tutti e alla staffetta generazionale per rilanciare occupazione ed economia cercando di rendere il sistema pensionistico attuale più equo e sostenibile: queste le novità cui punta il presidente dell’Inps Tito Boeri per modificare la riforma pensioni Fornero e non solo. Si tratta di modifiche che, come hanno confermato le ultime notizie, era già state proposte dall’ex commissario dell’Inps Treu, che aveva parlato della necessità di modificare la governance dell’Inps, ma anche della necessità di una maggiore flessibilità in uscita per tutti. Stessa necessità sostenuta dal professore di Economia politica all’Università di Milano-Bicocca, secondo cui però la miglior soluzione flessibile non sarebbe concedere la possibilità di uscita anticipata per tutti, quanto puntare sul passaggio al lavoro part-time dopo i 55 anni.

In questo modo, non verrebbero toccati i requisiti pensionistici stabiliti dalla riforma pensioni Fornero, che Burni difende, ma si consentirebbe ai lavoratori più anziani di lavorare meno ore a tutto vantaggio della creazione di nuovi posti di lavoro per cui assumere i più giovani, magari oggi disoccupati. Dalla parte di un’uscita anticipata, invece, il sottosegretario all’Economia Baretta, che giudica favorevolmente la possibilità di prepensionamento a 62 anni e con penalizzazioni, calcolate in base all’anno di anticipo rispetto ai 66 in cui si decide di lasciare il lavoro.

Questa proposta, avanzata da Cesare Damiano, si affianca ad un’altra, sempre presentata dal presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano, che ha proposto anche il ritorno alle quote. In particolare l’uscita con quota 100, risultato della somma di età anagrafica e anzianità contributiva, che permetterebbe di andare in pensione, per esempio, a 62 anni di età e 38 di contributi, o a 60 anni di età e 40 anni di contributi e così via. Bene il sistema di uscita a quota 100, secondo la leader della Cisl Furlan, soluzione condivisa da tanti. La Furlan interviene anche sulla previdenza complementare, criticando fortemente l’aumento delle aliquote che invece che incentivarne l’adesione sicuramente la scoraggerà, contrariamente a quanto avviene in tutti gli altri Paese, dove invece è particolarmente sostenuta.

Intanto, il ministro del Lavoro Poletti, in questi giorni ha aperto ad una revisione della riforma Fornero, con strumenti che dovrebbero principalmente interessare lavoratori che sono vicini al raggiungimento della pensione e che hanno perso il lavoro o possono perderlo, rimanendo senza stipendio, pensione e ammortizzatori.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il