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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: novità giudizi, analisi da studiosi ed esperti su ultime proposte ed interventi

Come cambiare la riforma pensioni Fornero e novità derivanti da alcuni studi: cosa riportano e cosa potrebbe servire davvero




La riforma pensioni Fornero è considerata da tanti una buona legge ma le novità e ultime notizie, soprattutto dopo il recente no della Consulta al referendum della Lega che voleva abrogare completamente questa legge, riportano diverse posizioni e studi su come intervenirvi per risolvere quei problemi e penalizzazioni che stanno colpendo diverse categorie di lavoratori.

Secondo, per esempio, Luigino Bruni, professore di Economia politica all’Università di Milano-Bicocca, la soluzione non è andare in pensione prima come tanti richiedono, ma incentivare il passaggio al lavoro part-time dopo i 55 anni in modo da dar vita, di conseguenza, a nuovi posti di lavoro per i giovani.

Permettendo il part-time dopo i 55 anni e assumendo più giovani si verrebbe a creare quella staffetta generazionale invocata da molti, nuovo presidente dell’Inps Boeri compreso, che darebbe nuovo slancio ad occupazione e, quindi, all’economia in generale. Interviene nel nuovo dibattito anche l’ex commissario straordinario dell’Inps, Tiziano Treu, secondo cui l'innalzamento dell'età pensionabile non basta a garantire stabilità ed equilibrio nel lungo periodo se crescita e occupazione non riprendono a salire.

E punta ancora sulla necessità di inserire elementi di flessibilità nell’attuale sistema pensionistico, in modo da permettere prepensionamenti del lavoratori più anziani e conseguenti assunzioni dei più giovani.  Altri studi sottolineano le condizioni di difficoltà e paradossi della nostra Italia delle pensioni: per esempio, secondo studio di un collaboratore del nuovo presidente dell’Inps Boeri Patriarca, cresce il popolo dei pensionati occupati, cioè coloro che hanno raggiunto le cosiddette baby pensioni ma continuano a lavorare, percependo così sia la propria pensione che lo stipendio mensile; mentre secondo uno studio Deloitte è vero che l’Italia è il Paese dove le pensioni pubbliche sono le più ricche ma è anche vero che questa ‘ricchezza’ deriva da un elevato pagamento dei contributi durante l’attività lavorativa, a discapito degli stipendi mensili. E’ dunque evidente che serve intervenire per rimettere in equilibrio tutto il sistema.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il