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Partita iva minimi 2015 regime nuovo: entro il 20 Febbraio modifiche realizzabili rispetto regole attuali

Il nuovo regime dei minimi, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 e in vigore dallo scorso 1 gennaio, ha suscitato perplessità anche all'interno della stessa maggioranza.




Non si placano le polemiche sul nuovo regime dei minimi, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 ed entrato in vigore a partire dal primo gennaio 2015. Alcune norme hanno suscitato perplessità, anche all'interno del governo, e potrebbero essere radicalmente modificate con i decreti attuativi della delega fiscale, che saranno emessi entro il 20 febbraio 2015.

Nuovo regime dei minimi 2015: regole attualmente in vigore

Il nuovo regime dei minimi prevede una tassazione con aliquota sostitutiva al 15%, un'aliquota tripla rispetto al vecchio regime, che prevedeva una tassazione al 5%. A differenza del regime precedente, la base imponibile su cui vengono applicate le imposte (resta l'esenzione da Irpef, Iva e Irap) non viene più calcolata come differenza tra ricavi e costi ma viene determinata in via presuntiva, applicando ai ricavi una percentuale di redditività che dipende dal tipo di attività intrapresa. Nel caso in cui l'adesione al nuovo regime non rappresenti una continuazione di attività già esercitata, la base imponibile viene abbattuta ad un terzo, per i primi tre anni.
Il nuovo regime dei minimi non ha una durata predeterminata e limitata nel tempo, come avveniva con il regime precedente, ma può essere utilizzato teoricamente senza limiti temporali, purchè siano rispettati i limiti prefissati, diversi a seconda del settore di riferimento.

Regime dei minimi 2015: possibili modifiche

Lo scorso dicembre c'è stato un vero e proprio boom nell'apertura di partita Iva con il vecchio regime dei minimi, a testimoniare la scarsa convenienza per la maggior parte dei contribuenti ad aprire partita Iva con il vecchio regime (teoricamente è ancora possibile iniziare l'attività con il vecchio regime entro il 30 gennaio 2015). In particolare l'aumento dell'aliquota sostitutiva dal 5 al 15% risulta piuttosto sfavorevole (sommata alla diversa determinazione della base imponibile) e la tassazione potrebbe essere riportata ai livelli del 2014. Difficilmente verranno modificate le modalità di determinazione della base imponibile (significherebbe bocciare il nuovo regime in blocco) mentre appare probabile un cambiamento dei limiti reddituali per restare all'interno del regime, ritenuti troppo bassi, che potrebbero ritornare ai livelli del 2014 (ricavi massimi non superiori ai 30.000 euro). Le modifiche verranno con ogni probabilità estese retroattivamente e riguarderanno anche coloro che hanno già aperto la partita Iva con il nuovo regime (per evitare discriminazioni) mentre appare remoto la possibilità che il nuovo regime venga abrogato, con il ritorno alla normativa previgente.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il