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Partita Iva minimi 2015 nuovo regime: cambiamenti e modifiche allo studio per chi e quando e regole attuali requisiti, tassazione

Il vice ministro dell'Economia Luigi Casero ha annunciato modifiche al nuovo regime dei minimi, da discutere nel Cdm del 20 febbraio 2015 e inserire nei decreti attuativi della delega fiscale.




Il nuovo regime dei minimi, disegnato dalla Legge di Stabilità 2015, presenta numerose criticità messe in evidenza da contribuenti, professionisti e persino dallo stesso Matteo Renzi e per questo motivo potrebbe essere radicalmente modificato nei decreti attuativi della delega fiscale che verranno discussi nel Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2015.

Nuovo regime dei minimi, le regole attualmente in vigore

Possono accedere al nuovo regime dei minimi, in vigore dall'1 gennaio 2015, i contribuenti che prevedono ricavi non superiori alle soglie prefissate, che variano dai 15.000 euro per i professionisti e gli agenti ai 40.000 euro delle attività di ristorazione e di commercio al dettaglio. Nel vecchio regime il limite era stato fissato a 30.000 euro, senza distinzione in base all'attività svolta.
Il reddito imponibile, su cui verrà calcolata l'imposta sostitutiva dovuta, viene determinato forfettariamente applicando ai ricavi ottenuti dei coefficienti di redditività, che variano dal 40% delle attività di ristorazione e di commercio al dettaglio, fino all'86% degli agenti immobiliari (per i professionisti in genere il coefficiente è fissato al 78%). Nel vecchio regime il reddito imponibile veniva determinato in maniera diversa, sottraendo i costi dai ricavi e quindi, a partire da quest'anno, i costi effettivamente sostenuti non verranno tenuti in considerazione.
Nel nuovo regime dei minimi i contribuenti verseranno l'imposta sostitutiva (già presente nel vecchio regime), che continuerà ad essere l'unica imposta da versare (a differenza dei regimi privi di agevolazione non sono dovuti Irpef e addizionali, Iva e Irap), con un'aliquota pari al 15% (lo scorso anno era pari al 5%).

Nuovo regime dei minimi, possibili modifiche

Al momento appare difficile una modifica radicale del nuovo regime dei minimi ma, come annunciato da componenti del governo, i decreti attuativi della delega fiscale da discutere nel Cdm del 20 febbraio dovrebbero limare alcuni aspetti critici.
In primo luogo è possibile una modifica al limite massimo di ricavi per restare all'interno del regime agevolato, che risultano molto bassi per alcune categorie, tra cui i professionisti. Possibile un innalzamento dei limiti o persino il ritorno al limite di 30.000 euro per tutte le categorie, come avveniva nel regime precedente.
Possibile anche un intervento sull'aliquota dell'imposta sostitutiva, che potrebbe essere ridotta in funzione dell'età del contribuente o con altre modalità.
Un altro aspetto critico del nuovo regime, derivante dalla riforma Fornero, consiste nell'innalzamento delle aliquote per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata dell'Inps, che dovranno versare contributi con un'aliquota del 30,72%, percentuale che potrebbe essere ridotta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il