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Partita iva minimi regime nuovo 2015: contributi INPS, tassazione Irpef, condizioni, requisiti. Modifiche retroattive necessarie

Il Governo utilizzerà la delega fiscale per modificare alcune criticità emerse nel nuovo regime dei minimi, in vigore dal 2015. Le modifiche verranno estese anche a chi ha già aperto partita Iva?




Il nuovo regime dei minimi, così come è stato formulato dalla Legge di Stabilità, si sta dimostrando poco conveniente per la stragrande maggioranza dei contribuenti e in alcuni casi sta scoraggiando l'apertura di nuove partite Iva. Molti contribuenti hanno optato per l'apertura della partita Iva nel 2014, per evitare l'adesione al nuovo regime, svantaggioso sotto molti profili.
Alcuni esponenti del Governo (tra cui lo stesso Renzi) hanno recepito le rimostranze provenienti da più parti e hanno promesso interventi correttivi, utilizzando la delega fiscale ma non è ancora chiaro se le modifiche verranno estese retroattivamente.

Nuovo regime dei minimi, requisiti e tassazione

Rispetto al regime dei minimi in vigore nel 2014, il nuovo regime si presenta meno conveniente (salvo casi eccezionali) dal punto di vista fiscale e accessibile ad una platea meno vasta, a causa dei limiti previsti, apparsi sin da subito troppo bassi per alcune categorie di lavoratori.
A differenza del regime precedente, che fissava un limite massimo di ricavi annui pari a 30.000 euro, nel nuovo regime il limite è stato differenziato, a seconda dell'attività intrapresa. In alcuni settori il limite è stato innalzato fino a 40.000 euro ma appare evidente che il limite di 15.000 euro (ricavi lordi) sia eccessivamente basso per alcune categorie, come ad esempio i professionisti. Molto probabilmente i limiti verranno innalzati e non è da escludere che si torni al limite previgente per tutte le attività.
Per quanto riguarda la tassazione, il nuovo regime dei minimi si presenta radicalmente diverso, con uno stravolgimento nelle modalità di determinazione del reddito imponibile, calcolato con criteri presuntivi (applicando coefficienti di redditività differenziati per settore), diversamente dal vecchio regime, in cui veniva calcolato sottraendo i costi direttamente imputabili all'attività dai ricavi complessivi.

Modifiche del regime dei minimi e problematiche conseguenti

Le modifiche al nuovo regime dei minimi verranno estese, salvo sorprese, anche a chi ha già aperto la partita Iva con il nuovo regime, per evitare discriminazioni. Le principali "vittime" del caos saranno tutti coloro che hanno già aperto la partita Iva nel 2015 e non hanno aderito al nuovo regime dei minimi, optando per il regime ordinario, in quanto privi dei requisiti. Difficile ipotizzare la possibilità, per tutti coloro che dovessero possedere i nuovi requisiti modificati, di poter passare dal regime ordinario a quello dei minimi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il