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Imu terreni agricoli e non 2014-2015: proteste associazioni su esenzioni, detrazioni, calcolo e regole pagamento non chiare

Ancora proteste per pagamento Imu sui terreni agricoli, calcoli e criteri da considerare: decisione governo e nuove manifestazioni




Il governo solo qualche settimana fa ha deciso di prorogare il pagamento Imu sui terreni agricoli al prossimo 10 febbraio, applicando, per il calcolo dell’imposta, i criteri della classificazione Istat dei Comuni montani, parzialmente montani e non montani. Ma ad oggi, lunedì 2 febbraio, non è ancora del tutto chiara la situazione. E mentre c’è chi continua a chiedere proroghe, spunta la novità che i proprietari terrieri potranno, in realtà, scegliere ancora se applicare i criteri della classificazione Istat per il pagamento Imu o quelli parametrati in base all’altitudine del Comune in cui si trovano i terreni.

Secondo l’elenco Istat dei Comuni, sarebbero totalmente esenti dal pagamento i terreni dei comuni montani e i terreni agricoli e non coltivati posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, situati in Comuni parzialmente montani. Per tutti gli altri previsto il regolare pagamento dell’imposta. Secondo, invece, i criteri 2014, sarebbero esenti dal pagamento Imu i proprietari dei terreni situati in Comuni ad oltre 600 metri di altitudine e sono previste esenzioni parziali per i proprietari di terreni situati in Comuni che si trovano tra i 600 e i 281 metri di altitudine.

Associazioni del settore e sindaci, insieme a proprietari terrieri sono sul piede di guerra, pronti ad organizzare diverse manifestazioni di protesta. Luca Brunelli, presidente della Confederazione italiana agricoltori della Toscana, ha annunciato per il 6 febbraio un nuovo incontro con le istituzioni ed entro il 10 due manifestazioni, sulla costa e nell’interno della Toscana. Secondo Brunelli, si tratta di una tassa ingiusta, “L’Unione europea riconosce il fondamentale ruolo dell’agricoltura con appositi stanziamenti economici, mentre l’Italia, che per stare all’interno dell’Ue paga una quota, si riprende quei soldi attraverso le tasse”.

Secondo alcuni parlamentari del M5S “Non è ammissibile tassare uno strumento di lavoro: sarebbe come tassare i computer ai notai o agli avvocati. Tutto ciò è inaccettabile, soprattutto se si pensa che l'Imu agricola è servita al premier Renzi per comprare i voti degli italiani per le elezioni europee attraverso i celeberrimi 80 euro”.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il