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Imu terreni agricoli: problemi di regole e calcolo pagamento per interpretazioni diverse esenzioni, detrazioni

Termine di pagamento Imu sui terreni agricoli fissata dal governo al prossimo 10 febbraio ma si attende ancora sentenza Tar e dubbi su criteri calcolo




La decisione del Tar sul pagamento Imu sui terreni agricoli attesa per domani 4 febbraio dovrebbe essere ancora prorogata e entro il 10 febbraio è fissato il termine di pagamento dell’imposta, deciso del Consiglio dei Ministri qualche settimana, nonostante i problemi che proprietari terrieri, commercialisti e professionisti abilitati stanno incontrando soprattutto nell’interpretazione delle regole previste e per le modalità da seguire.

Il CdM che ha fissato al 10 febbraio la data di pagamento ha anche stabilito che per il pagamento dell0imposta dovranno essere seguiti i criteri 2015 basati sulla classificazione Istat dei Comuni, eliminando i criteri di pagamento in base all’altitudine.

L’elenco Istat divide i Comuni in ‘montani’, dove i terreni sono tutti esenti dal versamento Imu, ‘parzialmente montani’, per cui sono previste solo esenzioni per i terreni di proprietà di CD o IAP, e ‘non montani’ che devono pagare regolarmente l’imposta.

Unici totalmente esenti dal pagamento Imu in questo caso sarebbero i proprietari di terreni situati in Comuni montani, ma il problema è che, a quanto si apprende, i proprietari potranno anche scegliere di pagare, o meno, l’imposta secondo i criteri di altitudine, considerati soprattutto da coloro che possiedono terreni in Comuni ad oltre i 600 metri di altitudine e che, anche se non Comuni montani per l’Istat, secondo il vecchio decreto sarebbero comunque esenti dal pagamento.

I problemi, oltre che i criteri da considerare ufficialmente, riguardano anche i tempi di pagamento. E’ vero infatti che la data è fissata al 10 febbraio ma è anche vero che è ancora attesa la decisione del Tar mentre continuano a susseguirsi richieste di proroga e addirittura cancellazione del pagamento della tassa. Per esempio, Agrinsieme e il Coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, chiedono ancora una revisione di una imposta considerata ‘vessatoria’.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il