BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni, quota 96, amnistia, indulto, Fisco riforma, partita iva minimi nuovi: novità oggi Governo Renzi giovedì' 5 Febbraio

Continuano ad essere settimane impegnative per il governo Renzi alle prese con importanti cambiamenti per l’Italia. Le questioni in discussione e novità




Dopo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che proprio questa mattina, martedì 3 febbraio, ha giurato con un discorso che ha spaziato dal sostegno ai cittadini, alla fermezza nel voler far ripartire l’Italia puntando sulle riforme, alla rassicurazione su una decisa imparzialità, continuano gli impegni del governo Renzi su questioni cruciali, mentre lo stesso premier ha oggi incontrato il neo primo ministro greco Tsipras, pronto a rivoluzionare il suo Paese contro l’austerità Ue. E chissà che anche in Italia non si inizi a camminare su questo percorso.

Pensioni: Il no della Consulta al referendum della Lega che chiedeva l’abrogazione totale della riforma pensioni Fornero ha aperto la strada alla necessità di cambiamenti previdenziali e correzioni alla legge pensionistica attuale. E la conferma della nomina di Tito Boeri presidente dell’Inps sta, in un certo senso, spianando la strada a questo percorso di cambiamento. Con lui che vorrebbe partire da un nuovo equilibrio del sistema previdenziale, attraverso il ricalcolo contributivo pensionistico per tutti coloro che percepiscono pensioni d’oro in parte derivanti dal calcolo con vecchio sistema retributivo. Secondo Boeri basterebbe applicare una sorta di prelievo di solidarietà del 20, 30% sulla differenza tra quanto calcolato con sistema contributivo e quanto con sistema retributivo. Del resto, si parla di intervenire su pensioni di importi decisamente considerevoli, a tutto vantaggio di coloro che invece sono costretti a vivere con meno di 500 euro al mese. E per quanto riguarda le possibilità di uscita anticipata dal lavoro, sembra prevalere in questi giorni l’ipotesi di cambiamento con quei sistemi, come prestito pensionistico, part time o staffetta generazionale, che non toccano età e contributi attualmente fissati pur permettendo il prepensionamento.

Quota 96: Sel ha deciso di presentare un nuovo emendamento per il pensionamento dei quota 96 della scuola da inserire nel prossimo decreto Milleprorghe proprio quando il Miur ha deciso di presentare ricorso contro la sentenza del Tribunale si Salerno che solo due mesi fa ha stabilito il pensionamento immediato di 42 docenti salernitani di quota 96. Si tratta di un passo importante, segnale che è il Ministero, insieme al governo, a voler e dover trovare soluzioni per i 4mila lavoratori della scuola che, pur avendo raggiunto i requisiti pensionistici ormai da tre anni, sono, ingiustamente per un errore della riforma Fornero, ancora a lavoro. E si attendono dunque soluzioni concrete e immediate.

Dipendenti Province in esubero: Approvato il nuovo piano di ricollocamento e prepensionamento dei dipendenti pubblici in esubero delle Province, per cui si attende a breve una circolare ufficiale.    Il piano di riordino del personale in esubero dovrebbe prevede la mobilità obbligatoria verso altre amministrazioni periferiche dello Stato, come Comuni e Regioni, o in altri enti come uffici giudiziari ma anche Università. Previsto invece il prepensionamento per coloro che raggiungono i requisiti necessari, vale a dire se entro il 31 dicembre 2016 maturano i requisiti pensionistici previsti prima dell’entrata in vigore della riforma pensioni Fornero; se entro il 31 dicembre 2015 maturano quota 97,3, con almeno 61 anni e tre mesi di età; o se entro il 30 settembre 2015 maturano 40 anni di contributi.

Indulto e Amnistia: Mentre si attende ancora il testo unificato dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia, di cui, in realtà, non si parla ormai da tempo, continua, al contrario, ad essere sempre abbastanza aperto il dibattito sulle misure di clemenza, tra chi continua a sostenerle, e alla schiera dei sostenitori si aggiunge anche il nuovo Presidente della Repubblica Mattarella che sulla questione riprenderà lì dove si era fermato Napolitano, e chi invece, a partire dallo stesso premier Renzi e dal ministro della Giustizia Orlando, continua a sostenere che non siano misure risolutive e che già grazie ai provvedimenti del decreto svuota carceri 2014 l’emergenza carceraria si è notevolmente ridimensionata.

Riforma fisco e nuovo regime dei Minimi: Il nuovo decreto fiscale pronto ad arrivare il prossimo 20 febbraio potrebbe contenere, a sorpresa, un dietrofront del governo sulle norme del nuovo regime dei minimi 2015 contenuto nella Legge di Stabilità 2015. Il governo ha deciso di cambiare le regole per coloro che decidono di aprire una Partita Iva modificando il cosiddetto regime fiscale agevolato che, nella nuova forma in cui è stato presentato, non è poi così agevolato. Prevede infatti una tassazione al 15% per compensi tra i 15mila e i 40mila euro e non prevede limiti temporali. Norme rigide se consideriamo che insieme all’aliquota al 15% aumentata rispetto a quella del 5% prevista dal vecchio regime dei minimi, sale anche l’aliquota Inps della Gestione Separata dal 27 al 33%. Necessario, dunque, un cambio di rotta.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il