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Imu terreni agricoli: calcolo con rischio errori. Ci si può avvalere sospensione e proroga non pagare scadenza 10 Febbraio

Si paga entro martedì 10 febbraio l’Imu sui terreni agricoli: criteri di calcolo e pagamento, attesa sentenza Tar, aliquote e ancora dubbi




Si paga entro martedì 10 febbraio l’Imu sui terreni agricoli e per il calcolo bisognerà considerare la classificazione Istat dei Comuni, tra montani, parzialmente montani e non montani. Ma, in realtà, si può anche non pagare, e non per questo essere sottoposti a multe e sanzioni, visto che si attende ancora il pronunciamento del Tar che è in programma il prossimo 18 febbraio e che potrebbe ancora bloccare il decreto legislativo che stabilisce il pagamento Imu sui terreni. E in tal caso si creerebbe nuovo caso per coloro che hanno versato l’imposta e ne chiederanno un rimborso.

Altro dilemma deriva dal fatto che nonostante il governo abbia chiarito che il calcolo e il pagamento dell’Imu sui terreni devono seguire la classificazione Istat, che prevede l’esenzione totale per i terreni, anche non coltivati, situati in Comuni definiti montani, e per terreni agricoli, anche non coltivati, purché posseduti e condotti dai CD e dagli IAP, iscritti nella previdenza agricola, situati in Comuni classificati come parzialmente montani, c’è chi può comunque procedere al calcolo Imu secondo i vecchi criteri 2014.

I criteri precedenti varrebbero per tutti coloro che sarebbero stati esenti con calcolo Imu nel 2014, vale a dire per tutti i proprietari di terreni situati in Comuni ad oltre 600 metri di altitudine. Il che significa che potrebbero essere adottati due sistemi di calcolo. Per meglio definire questa situazione, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso una circolare, martedì 3 febbraio, con i nuovi criteri da adottare e che prevedono l’applicazione dell’esenzione a tutti terreni agricoli, anche non coltivati, che si trovano nei Comuni classificati dall’Istat come totalmente montani;  ai terreni agricoli, anche non coltivati, purché posseduti e condotti dai CD e dagli IAP, iscritti nella previdenza agricola in Comuni parzialmente montani, in base all’elenco Istat.

Non rientrano, però, in questo caso le esenzioni per i terreni posseduti da soggetti diversi da CD e IAP, per cui dovrà essere regolarmente calcolate e versata l’imposta entro la scadenza stabilita. Per procedere poi al calcolo Imu si parte dal reddito domenicale, che si può vedere sull’atto di proprietà o sulla visura catastale, si rivaluta del 25% e deve essere moltiplicato per 135, coefficiente dei terreni, o 75, coefficiente per i coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Una volta ottenuto il risultato, bisogna applicare l’aliquota del 7,6 per mille, che dovrebbe essere quella fissa sui terreni che potrebbe variare solo in caso di decisione alternativa di ogni singolo Comune.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il