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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità e cosa può accadere dopo dimissioni Sacconi e Saltamartini

Maurizio Sacconi, capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra e la portavoce Barbara Saltamartini si sono dimessi dai rispettivi incarichi. Quali novità sulla riforma pensioni?




Sono giorni movimenti sia nell'ambito del dibattito sulla riforma pensioni e sia sul versante strettamente politico. Come riferiscono le ultime notizie, l'elezione del nuovo presidente della Repubblica ha portato al naufragio del Patto del Nazareno ovvero l'intesa fra Matteo Renzi, segretario Pd, e Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, nella sede del Partito Democratico a Roma, su legge elettorale e riforme costituzionali. E ha avuto come risultato una spaccatura del partito governativo Nuovo Centrodestra, con le dimissioni dai rispettivi incarichi di Maurizio Sacconi, capogruppo al Senato, e della portavoce Barbara Saltamartini.

Entrambi, anche di recente, sono intervenuti nella discussione sulla previdenza in Italia. Per Sacconi è arrivato il momento "di introdurre uno strumento flessibile che consenta a chi è vicino alla pensione e ha perso o rischia di perdere il lavoro di andare in pensione". Per Barbara Saltamartini fra le priorità dell'esecutivo ci dovrebbe essere la correzione dei "troppi errori presenti nella Fornero" ovvero "dalla questione esodati, alla mancanza di flessibilità in uscita, alle pensioni, per non dimenticare la ormai nota vicenda di quota 96". Resta da capire fino a che punto la loro dipartita possa incidere nell'efficacia della riforma.

Nel frattempo l'esecutivo lavora anche sull'altro lato del welfare, quello del lavoro, rispetto al quale sono stati finora approvati due decreti attuativi al Jobs Act. Il governo Renzi punta a definire un mercato con una distinzione molto netta tra lavoro autonomo e lavoro subordinato. Per le giovani vere partite Iva saranno introdotte tutele comprese la malattia e la certezza dei pagamenti da parte dei committenti. I contratti di collaborazione dovrebbero essere cancellati, tranne poche eccezioni. La durata del contratto a tempo determinato potrebbe essere ridotta dagli attuali 36 mesi a 24 mesi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il