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Imu terreni agricoli 2014-2015: si può non pagare scadenza 10 Febbraio, proroga è certa. Due metodi a scelta calcolo ed esenzioni

Una norma del 2015 del Governo relativa all'Imu sui terreni agricoli ha generato caos tra i contribuenti. Ecco la situazione in una regione dove l'agricoltura è fondamentale: la Puglia.




Una vicenda molto particolare che riguarda l'Imu sui terreni agricoli è avvenuta in tutte le regioni d'Italia dove a causa delle modifiche governative sono stati rivoluzionati i parametri per ottenere l'esenzione dal pagamento dell'imposta.

In particolare, a partire dal 2015, il Governo ha affermato che sono esentati dal pagare l'Imu quei terreni agricoli che si trovano in località montane espressamente indicate dall'Istat, e quei terreni agricoli che sono in possesso di soggetti che si trovano iscritti in comuni che sono definiti parzialmente montani, e che sono espressamente indicati sempre nelle liste dell'Istat. Questa direttiva è andata a modificare i parametri di esenzione.

Tuttavia si sono create situazioni davvero paradossali, perché ci sono località che hanno un'altitudine non superiore ai 100 metri che però non dovranno pagare l'imposta, mentre in altre regioni come la Basilicata, che ha zone con un'altezza di 400 metri, sono costrette a pagare l'Imu. Una situazione paradossale, che risulta davvero poco chiara. Per questo il Governo ha stabilito che entro il 10 febbraio sarà possibile pagare l'Imu secondo due criteri, o quello stabilito nel 2015, che prevede l'esenzione solo per quei comuni che sono montuosi o parzialmente montuosi che sono iscritti nelle liste dell'Istat, oppure sarà possibile rivolgersi al vecchio criterio, applicato nel 2014, dove sono esentati tutti quei terreni agricoli che si trovano in comuni che hanno un'altitudine superiore ai 600 metri dal livello del mare.

Naturalmente tutto questo caos legislativo ha portato a sollevare fiumi di polemiche da parte dei commercialisti italiani: in tre anni sono cambiati i parametri di esenzione in modo radicale, e regna grande confusione non solo tra i contribuenti, ma anche tra i professionisti stessi. Inoltre la scadenza fissata per il pagamento (10 febbraio) viene ritenuta troppo ravvicinata, e non si sa se tutti riusciranno per quel termine a risolvere tutte le questioni burocratiche legate all'imposta.

Per questo, per chi non dovesse farcela a pagare, si chiede il rispetto dello statuto dei contribuenti. In particolare, lo statuto afferma che non si può punire il contribuente se il suo mancato pagamento è dovuto a norme tributarie poco chiare che generano caos e non si da neanche il tempo per interpretarle bene.  

Inoltre vi è sempre il discorso della proroga che vi può essere visto che il tars is dovrà esprirem ancora il 17 Febbraio e il 18 Giugno sulla cancellazione definitiva dell'Imu sui terreni agricoli. La situazione è davvero complessa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il