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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: riforma, novità con forze minori a sostegno Pd e maggioranza e modifiche

Pd e minoranze politiche tutti d’accordo su interventi alla riforma pensioni Fornero: ultime proposte e novità della settimana. Cosa cambierà davvero?




Primi passi verso cambiamenti reali alla riforma pensioni Fornero: la maggioranza del Pd è sostenuta nel suo cammino di modifiche dalle novità e ultime notizie che sono arrivate in questi ultimi giorni da IdV, Sel, Ncd, SinistraDem. Si discute di sistemi di uscita anticipata e flessibile, come quota 100, prestito pensionistico, uscita a 60 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, e sistema contributivo per tutti, e il senatore del Patt Franco Panizza per la prima volta ha presentato in Parlamento una nuova proposta sulla staffetta generazionale, già proposta dal ministro Madia lo scorso anno, ma poi mai approvata.

Panizza ha spiegato che, grazie alla staffetta generazionale,“Tutti gli enti pubblici potranno promuovere il ricambio generazionale mediante la riduzione dell'orario di lavoro da parte del personale in prossimità della maturazione dei requisiti pensionistici, consentendo nel contempo l'assunzione di nuovo personale”, con passaggio al lavoro part time. Questo consentirebbe una riduzione dell’orario di lavoro, con conseguente riduzione dello stipendio, ma con contributi che continuerebbero ad essere pagati regolarmente dalle aziende.

Nuova proposta anche dall’IdV con Ignazio Messina che ha proposto la possibilità di uscita anticipata a 60 anni di età, con 35 anni di contributi e una penalizzazione massima del 10% se si va in pensione prima o incentivi se si decide di rimanere a lavoro fino ai 70 anni di età. Anche Sacconi e Saltmartini di Ncd, nonostante le decisioni di dimissioni, sono intervenuti sulla questione pensioni, con proposte di cambiamenti.

Sacconi, in accordo con quanto già annunciato dal ministro Poletti, ha parlato della necessità di uno strumento flessibile, che permetta a chi è vicino alla pensione di ottenere la quiescenza, sostenendo i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro prima di raggiungere i requisiti pensionistici. La Saltamartini ha invece chiesto la il congelamento dell’aumento dell'aliquota contributiva Inps della gestione separata, bloccandola al 27% e il ritorno all’aliquota al 5% fino a 30 mila euro di fatturato per il regime dei minimi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il