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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: maggioranza Pd cambia. Ipotesi modifiche con partiti differenti a sostegno

Partiti politici e posizioni su interventi di modifica alla riforma pensioni Fornero: le proposte e il silenzio attuale di Forza Italia




La riforma previdenziale resta uno dei grandi capitoli del governo Renzi ancora decisamente troppo aperto e su cui è sempre più necessario intervenire. Sta facendo discutere ormai da parecchio la riforma pensioni Fornero e le novità e ultime notizie parlano di posizioni contrastanti nei partiti stessi per cui è necessario trovare un compromesso. Ma si tratta di un compromesso necessario sui piani di intervento da adottare piuttosto che sulle intenzioni di modifica, giacchè sono tutti d’accordo sulla necessità di correggere qualche parte della legge Fornero. E tra sistemi di uscita anticipata e flessibile già ben noti, come quota 100, prestito pensionistico, uscita a 60 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, e sistema contributivo per tutti, ecco arrivare ufficialmente altre proposte di modifica.

Si parte da quella del senatore del Patt Franco Panizza sulla staffetta generazionale, per cui “Tutti gli enti pubblici potranno promuovere il ricambio generazionale mediante la riduzione dell'orario di lavoro da parte del personale in prossimità della maturazione dei requisiti pensionistici, consentendo nel contempo l'assunzione di nuovo personale”. Si tratterebbe di permettere al lavoratore di passare al part time continuando a ricevere il pagamento dei regolari contributi. Si era spesso parlato di staffetta generazionale ma è la prima volta che viene ufficialmente presentata in Parlamento.

Anche Ignazio Messina di IdV ha avanzato una nuova proposta di pensione anticipata a 60 anni di età, con 35 anni di contributi, con una penalizzazione massima del 10% sull'importo erogato o incentivi se si decide di rimanere a lavoro fino ai 70 anni di età. E’ chiaro, dunque, come le minoranze del Pd siano d’accordo con interventi di modifica dell’attuale riforma previdenziale, anche se il tutto andrebbe considerato con le dovute cautele, visto che dell’IdV facevano parte lo stesso ex ministro Fornero e l’ex premier Monti che hanno dato vita alla riforma tanto criticata.

Modifiche alla riforma pensioni attuale sono appoggiate anche dalla minoranza del PD, da Fassina e Civati, d’accordo con il piano di uscita quota 100 e con la necessità di riportare giustizia ed equità del sistema previdenziale; da Sel ed NCD, con le novità di Sacconi e Saltmartini, nonostante le dimissioni. Sacconi ha, infatti, proposto uno strumento flessibile, che permetta a chi è vicino alla pensione di uscire prima, con particolare attenzione a quei lavoratori che rischiano di perdere il lavoro prima di raggiungere i requisiti pensionistici necessari, rischiando così di diventare un problema sociale. La Saltamartini ha invece chiesto la il congelamento dell’aumento dell'aliquota contributiva della gestione separata Inps in al 27% e il ritorno, per il regime dei minimi, all’aliquota al 5% per compensi fino a 30 mila euro.
 
Nessuna novità al momento da Forza Italia, ma potrebbe derivare dalla rottura del Patto del Nazareno tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, anche se Berlusconi ha detto che non ci si tirerà indietro dal percorso già iniziato sulle riforma condivise. Queste posizioni dei vari partiti politici potrebbero essere importanti ai fini di reali interventi sulle pensioni, per modificare la situazione che, è ormai chiaro, deve essere cambiata.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il