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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi: riforma, novità Padoan nuove dichiarazioni contrarie a modifiche

Cosa potrà davvero cambiare per la riforma pensioni dopo le novità di questa settimana appena trascorsa: avvenimenti e possibili conseguenze. Le proposte in discussione




AGGIORNAMENTO: La settimana si apre con una importante dichiarazione del Ministro Padoan che ancora una volta ai margini della preparazione del G20 che si terrà mercoledì spiega come le pensioni non si toccano e che la legge Fornero è una dei capisaldi dei conti pubblici e del debito sotto controllo per l'Italia nel lungo e nel medio periodo. Non è la prima volta che Padoan esce con affermazioni simili e, dunque, conferma nonostante i tanti annunci (come si legge anche sotto) e non solo la sua opposizione a quota 100, prestito, Mini Pensione e altre forme di cambiamento delle pensioni relativamente ad età, contributi uscita flessibile e anticipata

Dopo la rottura del Patto del Nazareno tra il premier Renzi e Silvio Berlusconi e la chiara posizione di Bce e Ue contro il nuovo piano di lavoro del neo eletto premier greco Tsipras, qualcosa potrebbe cambiare per l’andamento delle riforme anche in Italia e le novità e ultime notizie principali riguardano la riforma pensioni e le sue possibili modifiche.

Tra le proposte di piani di uscita anticipata ormai ‘classici’, tra uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, sistema contributivo per tutti, uscita a quota 100 e prestito pensionistico, nuovi meccanismi di part time e staffetta generazionale, ricalcolo contributivo proposto dal presidente Inps, Tito Boeri, nuovi interventi del ministro del Lavoro Poletti, nuove proposte da Idv, e nuove aperture del Civ, Consiglio di indirizzo e sorveglianza, ad eventuali interventi sulla previdenza, la situazione risulta piuttosto complessa.

E’ vero, come riportano le ultime notizie ormai ben note, che i conti dell’Inps non sono certo in buona salute, ma è altrettanto vero che stanno migliorando. Nonostante questo è stato lo stesso Civ a spiegare che sono comunque diventati necessari interventi strutturali per sostenere la previdenza nel lungo periodo sia per i pensionati stessi che per i pensionandi, imprese e lavoratori. L’invio al governo è quello di rimettere in discussioni i piani di uscita anticipata e flessibile per tutti che possano garantire una maggiore sostenibilità, appunto, del sistema, permettendo anche di accumulare nuovi risparmi che verrebbero comunque impiegati sempre nella previdenza.

Le risorse potrebbero essere recuperate anche trasformando in realtà quel ricalcolo contributivo per coloro che percepiscono elevate pensioni, proposto dal presidente dell’Inps Boeri e che sarebbe una sorta di contributo di solidarietà già proposto dal premier Renzi e dai suoi consigliere economici che colpirebbe esclusivamente le pensioni d’oro, sulla differenza pensionistiche derivante dal metodo contributivo e retributivo. In pratica, si tratterebbe di applicare un prelievo del 20, 30%, sulla parte ‘in più’ calcolata con vecchio, e più vantaggioso, sistema retributivo.

Ad alimentare il dibattito pensionistico due nuove proposte da Ignazio Messina di IdV e dal senatore Panizza. Il primo, sulla scia di quanto già avanzato da Cesare Damiano, propone la pensione anticipata a 60 anni di età con 35 anni di contributi e una riduzione del 10% dell'assegno e, al contrario, incentivi per chi rimane a lavoro oltre i 66 anni fino massimo a 70 anni, e un nuovo tetto sulle pensioni d'oro oltre i 5mila euro netti mensili; il secondo punta, invece, su part time e staffetta generazionale, ritenendo che attraverso la riduzione dell'orario di lavoro da parte del personale prossimo alla pensione si potrebbe rilanciare l’occupazione giovanile. Sistema che rientra anche nei piani di lavoro dello stesso Boeri.

Il presidente dell’Inps, nell’attesa del via alla riforma della governance dell’Istituto stesso, ha annunciato anche l’intenzione di sbloccare risorse per 4 miliardi di euro per cercare di risolvere in modo strutturale e definitivo il problema degli esodati e dei quota 96 della scuola. Intanto, si attende anche l’11 febbraio, giorno in cui saranno presentate dai sindacati le nuove proposte di modifiche pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il