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Imu terreni agricoli: novità oggi scadenza martedì 10 Febbraio proroga, pagamento tra lista Comuni esenzioni, Agenzia Entrate, Tar

Scade martedì il termine di pagamento dell’Imu sui terreni agricoli ma situazione ancora confusa, proteste associazioni e proroghe già stabilite in singoli Comuni




Scade martedì il termine di pagamento dell’Imu sui terreni agricoli ma la situazione non sembra essere cambiata rispetto a qualche settimana fa e il caos continua a regnare. La posizione di proprietari terrieri, sindaci e associazioni è ancora di protesta e malcontento, e mentre alcuni comuni hanno già rinviato il pagamento al prossimo marzo in attesa della nuova sentenza del Tar attesa per il prossimo 18 giugno, la novità è che per il 17 giugno è fissato un ulteriore pronunciamento del Tar sulla questione, e si pensa che il pagamento dell’imposta possa essere anche cancellato.

Questo il motivo per cui martedì probabilmente la maggior parte dei proprietari terrieri non pagherà. Non sono infatti previste multe e sanzioni per ritardi o mancati pagamento ma se la tassa dovesse essere effettivamente cancellata si creerebbe un nuovo caos rimborsi, spiegazione per cui tanti salteranno l’appuntamento con il versamento di martedì. Chi però paga dovrà seguire le modalità in calcolo in base alla classificazione Istat dei Comuni tra montani, parzialmente montani e non montani, che prevede l’esenzione dal pagamento per i proprietari di terreni agricoli situati nei Comuni montani, e nei Comuni parzialmente montani, se posseduti da coltivatori diretti e IAP nei Comuni. Tutti gli altri proprietari di terreni agricoli devono pagare regolarmente.

Ma i proprietari potranno scegliere di pagare anche seguendo i parametri di altitudine, secondo sarebbero esenti dal pagamento i terreni situati in Comuni ad oltre 600 metri di altitudine, anche se non rientrano tra i Comuni montani secondo l’Istat. Si possono dunque utilizzare due criteri di pagamento. Ricordiamo, inoltre, che il governo ha cancellato la deduzione forfettaria del costo del lavoro applicabile a partire dal 2014; la deduzione integrale del costo del lavoro applicabile a partire dal 2015, misure che dovrebbero portare a risparmiare risorse per 45,2 milioni di euro per l’anno 2015 e per 31,9 milioni di euro dall’anno 2106.

E crescono le proteste delle  associazioni di settore e Agrinsieme ritiene che “Le aziende agricole, che operano in una vasta area del Paese, continuano a essere caricate di un onere fiscale che non si possono permettere. Riteniamo fortemente iniquo gravare di ulteriori balzelli aziende in difficoltà che hanno tra l'altro il grande merito di operare per la difesa del paesaggio ed essere spesso anche l'unico bastione contro il dissesto idrogeologico del territorio. Per questo il Governo avrebbe dovuto compiere uno sforzo più coraggioso, esentando totalmente dagli oneri fiscali le aree ex svantaggiate almeno per il 2014”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il